
Prendersi cura di se stessi. In terapia è la raccomandazione più frequente che ci si sente rivolgere. Beh, grazie all’Intelligenza Artificiale, ma soprattutto alla bravura del nostro grafico e amico Carlo Ubezio, ho preso la cosa alla lettera. Dico la verità: fa un po’ effetto vedersi fra le proprie braccia.
Essendo questo numero del magazine “a tema libero”, ho scelto per il mio Editoriale di dare alla bambina che ero a 5 anni (vedi foto di copertina) alcuni suggerimenti per vivere meglio. Purtroppo, se è possibile tornare indietro con la ruota del tempo in campo digitale – almeno per ora- non lo è concretamente. Pertanto, chiudo gli occhi e mi rivolgo a me stessa.


ASSOLUTAMENTE DA NON FARE:
1) Elemosinare affetto, magari credendo di poterlo comprare con regali eccessivamente costosi
2) Ritenere che alcune cose o affetti o amori o riconoscimenti scolastici siano capitati senza spiegazione… non meritati, insomma
3)Tenersi dentro il male o il dolore che si prova, salvo tirarlo fuori nei momenti meno opportuni
4)Ripensare al passato in modo ossessivo
5) Rinunciare a eredità, “regalare” case e fare gesti eclatanti per orgoglio e spregio del vil denaro
ASSOLUTAMENTE DA FARE:
1)Non agire sempre d’impulso, anche sapendo che ci stiamo dando la zappa sui piedi, ma chiedere consiglio ad amici con i piedi per terra e/o professionisti
2) Rinunciare a combattere contro i mulini a vento
3) Pensare che ci meritiamo la felicità
4) Rompere prima di quanto abbia fatto, sia con papà che con mammà (loro lo hanno fatto, e perché non io?)
5)Avere obiettivi precisi, che non si riassumano sempre nel… “basta che mi si voglia bene”.
Dopo questa seduta terapeutica, prima di essere identificata con la piccola fiammiferaia di anderseniana memoria, mi sembra giusto concludere che, tutto sommato, tornerei a fare ciò che fatto nella mia accidentata vita e che mi contraddistingue e sempre mi ha contraddistinto:
- Vivere tutte le emozioni al massimo e non avere mezze misure
- Ritenere il bene più prezioso l’amicizia e i tanti amici/amiche che si sono dimostrati tali
- Ridere, ridere e ancora ridere. Perché l’ironia, assieme all’autoironia, sono i cardini che mi hanno permesso di non precipitare nemmeno nei momenti più bui.
Fine della seduta. Piccola Minnie con gli occhi a mandorla e la testa rasata (così i capelli crescono più folti), immagino che anche a te faccia effetto ritrovarti in braccio a…nonna Minnie (mia mamma non l’ha mai fatto con me o comunque non ricordo un suo abbraccio né un bacio e neppure un incoraggiamento di alcun tipo). E perciò, anche se ancora senza denti, Minnina, solleva le labbra e scopri le gengive. Ti aspetta una vita complessa, dura ma zeppa di tanta roba. Va bene così, credimi.
Minnie Luongo