“Occhio per occhio e il mondo diventa cieco”
(Mahatma Gandhi)
Di Bruno Belletti – autore

Pensando a Gaza
Spari feroci,
fuochi di bombe,
bambini
straziati
nel tempo crudele,
freddati,
ancora
sorpresi
in giochi di fiaba.
Niente pietà,
niente salvezza,
brandelli
di carne
e urla smorzate.
E dopo,
il silenzio
di tomba
che spezza
le ali.
Il tanfo
di morte
inghiotte
anche noi vivi,
sepolcri imbiancati
da pavida neve.
Il canto
si spezza
in gole recise,
mani amputate,
disegni svaniti.
Ora i sorrisi
hanno soltanto
sembianze di teschi,
mentre le stelle
hanno perso
la luce
di chi s’innamora.
Spari disperati
Come esalare
i lieti sospiri,
mentre il piombo
avvampa le strade,
le case,
i cuori
che gemono
la rabbia inerte
dei poveri cristi.
Il muto dolore
rifugge spaurito
la coltre malvagia
che avvolge
chi giace
e chi ancora vacilla,
fra stenti e ferite,
senza gli orpelli
di false credenze.

Rovine
Cadono petali,
piogge di fiori smembrati,
adombrano lievi movenze
di amanti sperduti
nella radura dei sogni incarnati.
Cadono,
inesorabili,
tappeti di
baci estinti.
E foglie essiccate,
e abbracci
senz’anima,
vaganti ai primi
sussurri
di brezza d’autunno.
Nonostante la guerra
Mancano forze
quando chi semina
il sangue
impone la legge
del buio.
Ecco però
che da germogli
remoti,
gelati
da brina insistente
rinascono
i virgulti del dopo,
a soverchiare
lo zolfo
dei diavoli
morti,
ma solo
per poco.