Nella circolarità esistenziale di cadute e riprese
Di Bruno Belletti – autore
ESTATE

Vento di brace,
prati divelti
da raggi infiammati,
fiochi sospiri,
sfrenata energia
di nude ricerche.
I sensi lamentano
ansie ferine,
i corpi
assetati
implorano
tocchi
di calde vicende.
ESTREMAMENTE

Ogni giornata
ha il sapore di eterno,
ogni istante
è cadenza del sempre.
Il viso smagrito
spalanca
una fiamma spiovente,
ancora curiosa,
una brezza silente
sfiora i capelli
in ordine sparso.
Occhi sfiniti,
mani scolpite
come su marmo insistente.
Silenzi sospesi,
parole stranite,
scaglie
di vecchie
stagioni,
vigore caparbio
comunque dischiuso
a ciò che verrà.
LA VOCE DEL SILENZIO

Se la parola
più bella
è quella non detta,
ascolta
il mistero
del mio tacitarmi,
e volgiti a me,
col sorriso
dei tuoi giorni migliori.
LA PICCOLA GIOIA

Mattino dorato,
tiepida brezza
tra nubi leggere.
Il vento racconta di storie remote
sussurra tra i rami
di pini ancestrali.
Riflessi di sole
su onde di mare,
fantasmi di luce
tra scogli perenni.
Accolgo la gioia
di piccole cose,
affanni traditi
da un riso innocente.
AVVERTIRSI

Pre-sentimenti,
indugianti
nel balbettio
di sogni vaganti,
e riscontrare
che il mio sapere
è null’altro
che memoria ambulante.
Mi avvedo
dell’affanno
del nuovo
che reca il sigillo
di infanzie perdute,
di giochi dispersi
in adulte
sopravvivenze.