I “senza” che non salgono sul podio

I due volti di Milano. Ma sono anche i due volti della vita

Di Luciano Ragno – giornalista  *

Le luci all’ombra delle Olimpiadi invernali che esaltano l’uomo. E ricordano rispetto ed eguaglianza. Nelle stesse ore.

E i “senza”. Il buio, il freddo, l’abbandono, il silenzio, la fragilità. Sulla porta del Centro diurno “Opera Cardinal Ferrari”. Un piatto caldo, una doccia, una parola, un ascolto. Non sono solo persone che hanno scelto di vivere ai margini ma anche chi è venuto da lontano e non trova aiuto, chi ha perso il lavoro o ha il lavoro ma non basta, non ha più casa, ha la famiglia che si è divisa.



Su questi due volti della città ha scritto una riflessione – affidata al “Corriere della Sera”- Luciano Gualzetti, presidente dell’”Opera Cardinal Ferrari”. Una riflessione che diventa riflessione per la coscienza di tutti noi.


Nella riflessione c’è l’invito a ricordarci che “ I segnali di impoverimento partono sempre da lontano: solitudini, ascolti negati, discriminazioni, individualismi, esclusioni, mancanza di opportunità”. Quindi, non concentrarsi solo quando si vedono queste persone per strada o quando per loro non c’è più niente da fare”.

E l’appello: “ Politiche di welfare integrate, continuative e generose, con servizi sociali rafforzati e non sovraccarichi; con il lavoro di rete tra pubblico, Terzo settore e volontariato; con percorsi individuali che riconoscano la storia e i tempi di ciascuno”.
Bisogna andare oltre, aggiunge il Presidente: “Le politiche di welfare non devono limitarsi a «rincorrere» il disagio, ma ridare opportunità per tempo”.

Un aiuto a costruire il loro domami.


Ricordiamoci di chi non è riuscito a salire sul podio.

* Il testo è tratto dallo spazio quotidiano su FB sotto il titolo “Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno”, di Luciano Ragno

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