Un viaggio nei luoghi in cui è cresciuto, privilegiando l’osservazione, l’ambiente e il pensiero per immagini
Di Enrico Fovanna – giornalista
L’idea è tanto semplice quanto ambiziosa: documentare il territorio in cui è nato, 65 anni fa, nei suoi angoli più remoti e dimenticati, portandone bellezze, segreti e curiosità a chi li ignora. Un tour di due anni attraverso il Verbano- Cusio- Ossola, viaggio volutamente lento e quindi consapevole, percorrendo il territorio utilizzando solo la mobilità elettrica — bicicletta, moto e van — e privilegiando permanenze leggere in piccoli rifugi, campeggi e strutture locali. La scelta, spiega l’ideatore, non è estetica o ideologica, ma funzionale al racconto: vivere i luoghi senza aggredirli, fermarsi abbastanza a lungo per viverne la luce, le atmosfere, il ritmo naturale.

Si chiama “Verbano Cusio Ossola – Un viaggio lento e sostenibile” il nuovo progetto fotografico ed editoriale di Walter Zerla, noto fotografo pubblicitario di Omegna, una cittadina sul suggestivo Lago d’Orta, con la passione del territorio e delle radici. L’obiettivo non è costruire una guida turistica tradizionale, né mettere in campo un’operazione promozionale. Lo scopo, per Walter, è più profondo: creare una documentazione contemporanea del VCO, capace di raccontarne identità, contraddizioni, silenzi, trasformazioni e bellezza, mediante uno sguardo personale.
Il progetto, già avviato grazie anche a Kia, Scott Knutti, Talaria Italia e Sportway, si dipanerà tra il 2026 e il 2028, e coinvolgerà l’intera provincia del VCO, con naturale estensione verso il Novarese e il sistema dei laghi. “Vorrei costruire una vera memoria visiva contemporanea del territorio”, dice Zerla. “In un’epoca segnata dal cambiamento climatico e dalle trasformazioni ambientali, fotografare oggi il Verbano – Cusio- Ossola significa anche lasciare una testimonianza per il futuro: un archivio culturale capace di raccontare come erano i paesi, i laghi, le montagne, i boschi e le presenze umane in questo preciso momento storico”.

L’idea è anche trasformare il silenzio, o se volete la quiete, in punto di forza. A differenza di alcune sue imprese passate, vissute in solitudine, questa volta Zerla introduce un elemento nuovo. Il percorso sarà accompagnato da una comunicazione continua: contenuti social, video di backstage, incontri pubblici, giornate formative e collaborazioni con enti, istituzioni ed esperti del territorio. Il racconto nascerà quindi passo dopo passo, trasformando il viaggio stesso in parte integrante dell’opera.
Il risultato finale sarà un grande volume fotografico inedito, pensato non soltanto come libro d’autore ma come strumento culturale condiviso, capace di restituire una visione unitaria e contemporanea del Verbano- Cusio- Ossola. Certo, l’amore per il territorio è un motore antico per Walter, che in passato decise di vivere per due anni in barca a vela sul Lago d’Orta e sul Lago Maggiore, monitorando anche lo stato delle acque, per raccontare attraverso le immagini i paesaggi visti dall’acqua, quindi le terre, ma anche i cieli, le nuvole, i contrasti, le popolazioni. Oggi quel viaggio ideale lascia l’acqua per proseguire sulla terra, con lo stesso spirito di osservazione e di scoperta, mantenendo un’attenzione costante ai canali social.
Zerla vanta una lunga carriera sia nella fotografia pubblicitaria e di reportage che nell’editoria d’autore dedicata al territorio piemontese e prealpino. II volume e i progetti principali focalizzati sul Lago d’Orta e sul Verbano- Cusio- Ossola includono anzitutto “Lago Maggiore e d’Orta in barca a vela”, uno dei suoi libri e progetti di maggior successo.
Il volume nasce da un lavoro durato anni di navigazione a bordo di un’imbarcazione a vela, usata come laboratorio fotografico e casa galleggiante. La scelta di scattare direttamente dall’acqua (e con speciali supporti e prospettive aeree) permette di documentare borghi, insenature, la nebbia invernale e i riflessi dell’Isola di San Giulio da un punto di osservazione dinamico e poco convenzionale. Zerla ha pubblicato poi diversi volumi fotografici eleganti e di grande formato dedicati specificamente al Cusio. Le sue opere (spesso bilingui, italiano/inglese) mettono al centro le quattro stagioni del lago. Un tema ricorrente nei suoi scatti è la luce invernale, il silenzio della neve sul pontile e la poesia dell’acqua nei momenti di quiete assoluta.
Nei suoi libri si trova un’alternanza tra vedute panoramiche e scorci intimi: dalle rive di Orta San Giulio alle passeggiate lungo il lago, fino ai rilievi circostanti (come il Mottarone). Oltre al paesaggio locale, Zerla unisce la fotografia a tematiche sociali, industriali e ambientali: l’acqua è il filo conduttore di quasi tutta la sua produzione (dalla serie visiva Water fino ai reportage legati all’impatto ambientale).
Nel corso degli anni ha affiancato alle pubblicazioni locali anche mostre e reportage di viaggio all’estero (tra cui Mal d’Africa e progetti documentaristici in India). I suoi volumi d’arte territoriale sono solitamente distribuiti da case editrici locali (come Alberti Libraio Editore) e venduti attraverso il suo circuito espositivo ed editoriale.
