Emergenza COVID19

L’impegno di CBM Italia Onlus in Italia, al fianco di Humanitas, e nei Paesi in via di Sviluppo

Nell’attuale emergenza COVID19 sono le persone anziane, con disabilità e con malattie croniche quelle che rischiano di più. Ed è a loro, a coloro che si trovano in condizioni di fragilità e vulnerabilità, che volge lo sguardo CBM. L’impegno dell’organizzazione umanitaria, da oltre centodieci anni impegnata nella prevenzione e cura della cecità evitabile nei Paesi in via di Sviluppo, questa volta è duplice: continua in Africa, Asia e America Latina e approda in Italia, a Bergamo, al fianco di Fondazione Insieme con Humanitas.

Emergenza COVID19 - L'impegno in Italia di Insieme con Humanitas e CBM (1)

L’impegno in Italia – In collaborazione con Fondazione Insieme con Humanitas, CBM sta contribuendo ad allestire a Bergamo un centro di degenza per la quarantena, in una struttura alberghiera convertita per assistere le persone più fragili, soprattutto anziane, guarite da COVID19 ma ancora positive.

Nell’hotel BES di Mozzo 90 persone, dimesse da uno degli ospedali del territorio bergamasco, faranno un percorso di degenza gratuito della durata di almeno 14 giorni. Si tratta di persone che non possono fare il periodo di convalescenza nella propria abitazione perché hanno un familiare immunodepresso, anziano o fragile e non possono convivere mantenendo le adeguate distanze; sono persone fragili perché vivono sole o perché hanno bisogno di monitorare i parametri sanitari e non sono in grado di farlo autonomamente.

Se all’inizio della pandemia la necessità era quella di creare posti letto – creati all’occorrenza in sale operatorie e sale risveglio -, ora l’esigenza fondamentale è quella di liberare posti letto per accogliere nuovi malati acuti. La malattia COVID19 è una malattia lunga, che necessita di assistenza non solo nella prima fase, quella acuta, ma anche nella sua evoluzione. Tre sono gli elementi fondamentali che può garantire un Hospice care: 1)liberare posti letto; 2)assistere adeguatamente il paziente in dimissioni ; 3) evitare l’ulteriore diffusione del contagio” sottolinea  il professor Mario Romano, Direttore del dipartimento di oftalmologia presso l’Humanitas Gavazzeni/Castelli di Bergamo.

Oltre all’allestimento, il progetto prevede l’erogazione di diversi servizi tra cui: la sorveglianza sanitaria resa possibile grazie alla presenza di medici, infermieri e operatori socio- sanitari; la logistica accessoria: pasti, attività di pulizia e rifacimento letti; il supporto psicologico a distanza.

L'impegno di CBM nei Paesi in via di Sviluppo nell'emergenza COVID19

L’impegno nei Paesi in via di Sviluppo“Nell’emergenza COVID19, l’impegno di CBM continua a essere rivolto verso i Paesi in via di Sviluppo, dove vive l’80% delle persone con disabilità di tutto il mondo e dove la capacità di rispondere al virus è limitata. Temiamo che in questa situazione possa inasprirsi ancora di più il divario tra i bisogni delle persone più vulnerabili e l’accesso ai servizi sanitari. È noto che in casi di pandemia le persone con disabilità non sono in grado di auto proteggersi pienamente e di mantenere le misure igieniche necessarie”, sottolinea  Massimo Maggio, Direttore di CBM Italia Onlus.

A supporto dell’impegno di CBM anche la previsione della rivista scientifica Lancet che, lo scorso 29 marzo 2020, ha dichiarato: “La pandemia nella prossima fase attaccherà i sistemi sanitari più fragili. La maggior parte degli stati africani e latino americani hanno solo poche decine o centinaia di ventilatori e molte strutture sanitarie non hanno nemmeno le terapie di base come l’ossigenoterapia. COVID19 potrebbe quindi trovare facilmente strada tra gli strati più poveri della popolazione”.

In Africa, Asia e America Latina, dove l’emergenza COVID19 si sta diffondendo velocemente, CBM sta intervenendo sensibilizzando le comunità sulle buone pratiche igieniche di prevenzione COVID19, attraverso messaggi educativi ed inclusivi e garantendo kit igienici, mascherine, disinfettante, sapone e accesso all’acqua alle persone con disabilità.

Dall’Etiopia – Spiega Francesco Giulietti, Rappresentante CBM Etiopia:L’emergenza COVID19 pone la persona con disabilità a forte rischio, anche semplicemente per l’impossibilità di mantenere la cosiddetta distanza sociale. In Etiopia, la maggioranza della popolazione risiede nelle zone rurali, dove le condizioni abitative sono precarie, l’accesso all’acqua limitato e le distanze per raggiungere le strutture sanitarie proibitive. Per questo CBM sta lavorando con il Governo Etiope per garantire che i diritti delle persone con disabilità vengano tutelati anche, e soprattutto, in questa situazione di emergenza e, contemporaneamente, lavora prer sensibilizzare e informare in modo inclusivo e con messaggi divulgativi ed educativi la popolazione sul COVID19: basti pensare alla traduzione degli stessi in LIS”.

Per supportare la campagna – https://www.cbmitalia.org/emergenza-covid-19/

CBM Italia Onlus è un’organizzazione umanitaria impegnata nella prevenzione e cura della cecità e disabilità evitabile e nell’inclusione delle persone con disabilità nei Paesi in via di sviluppo. È parte di CBM, una famiglia internazionale attiva dal 1908 per assistere, curare, includere e dare una migliore qualità di vita alle persone con disabilità che vivono in Africa, Asia e America Latina. In Italia promuove progetti e iniziative di sensibilizzazione. Lo scorso anno CBM ha raggiunto oltre 60 milioni di persone attraverso 525 progetti in 55 Paesi di tutto il mondo.

Info: www.cbmitalia.org

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