Sotto l’ombrellone riascoltando Beatles o Rolling Stones?

Per la nostra Generazione la rivoluzione di musica & costume partì dall’Inghilterra con i due Gruppi entrati nella storia

Di Enzo Primerano 

Perché portate i capelli lunghi?
E lei perché li porta corti?
(da un’intervista ai Beatles del 1965)

“C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”.  Con questa canzone el ragazôl dè Munghidor entrava nella classifica di Hit Parade nel 1967. Cogliendo spunto dai due fenomeni musicali di quegli anni Gianni Morandi scagliava la sua indignazione verso la Guerra in Vietnam che aveva segnato per sempre una generazione intera di americani e di giovani di tutto il mondo https://www.youtube.com/watch?v=zcrOSnFMy2c . Lo faceva mantenendosi quasi inconsapevolmente equidistante tra i due gruppi canori inglesi, che gridavano al mondo la voglia di cambiamento della società che era uscita sconfitta  dagli orrori della guerra.
A Liverpool Paul McCartney, John Lennon, George Harrison e Pete Best (batterista poi sostituito da Ringo Starr ) formano un gruppo chiamato Beatles (gli scarafaggi). I testi delle loro canzoni vanno dal disagio sociale alla solitudine alla gioia, spingendosi poi verso tematiche più mistiche ed universali. Le musiche erano autentiche melodie destinate a varcare i confini del tempo. Non a caso furono ritenuti uno tra i primi fenomeni di comunicazione di massa planetari: i Beatles hanno segnato un’epoca nella musica, nel costume, nella moda e nella pop art. 

Le loro canzoni riprendevano temi che inculcavano quella irresistibile voglia di futuro che portò all’epopea della conquista dello spazio  e dei progressi tecnologici di quegli anni. Così, Penny Lane non era più solo una via di Liverpool ma diventava un inno dei giovani pieni di un irresistibile entusiasmo nel guardare al futuro. Sgt Pepper e la banda dei cuori solitari rispecchiava uno psichedelico sogno pieno di colori;  “Here comes the sun” o “Imagine” messaggi di speranza che illuminavano il mondo.

Il sole cantato dai Beatles diventa il simbolo di una rinascita, l’esemplificazione perfetta di un’umanità che si affaccia al presente con speranza e fiducia nel domani. In Inghilterra lo stile Beatles rappresentava una protesta di giovani contro il conformismo, la noia puritana, la bacchettona educazione dei genitori. Contro il benessere a tutti i costi.

 Ai Beatles si contrappongono i Rolling Stones. Il gruppo delle pietre rotolanti, anch’esso britannico, è composto da Mick Jagger , Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watts. La loro musica è un azzeccato mix di rock e blues che influenzerà pesantemente l’evoluzione musicale degli anni che verranno. Il loro canto più aggressivo e duro tocca temi socio-politici, sesso e droghe. Per lanciare questi messaggi le pietre rotolanti hanno bisogno del contatto con il pubblico mentre gli scarafaggi di Liverpool comunicano per grandi masse. A dire il vero, come tutte le rivalità duali (Bartali/Coppi, Lauda/Hunt ecc.), spesso sono enfatizzate dai media. La rivalità tra  Beatles e Rolling Stones era stata costruita ad arte come campagna di marketing dalle case discografiche per aumentarne i loro profitti.

 Ed i fans si videro costretti a scegliere dove collocarsi stabilendo che cosa volesse dire essere fans di uno dei due gruppi. Storici e sociologi dell’epoca contribuirono ad ingigantire questo dualismo, pur riconoscendo ad entrambi la voglia di rompere con le convenzioni e i tabù del passato. I Beatles arrivavano dalla povera ma laboriosa Liverpool  e gli Stones dalla Londra borghese. Mentre i primi desiderano cambiare le convenzioni rispettando le regole, i secondi vogliono cambiare le regole sfasciando tutto. Tom Wolfe, uno storico dell’epoca, scrisse: «I Beatles intendono tenerti per mano, gli Stones radere al suolo la città»  giocando sul titolo di due famose canzoni, I Want to Hold Your Hand https://www.youtube.com/watch?v=jenWdylTtzs  dei Beatles e Burn Down This Town dei Rolling Stones”. Quindi il prototipo del fan dei Beatles, secondo i sociologhi del tempo, era una persona anticonformista ma gentile ed educata senza essere bacchettona o perbenista. Il prototipo Stones è invece un’anticonformista bad boy che voleva distruggere il passato e non cambiarlo.

I Rolling Stones si definivano i profeti della teppa. Se John Lennon aveva dichiarato che i Beatles avevano come modello Gesù Cristo, Keith Richard dei Rolling Stones nel 1965 affermava in una dichiarazione riportata dalla stampa: “ Noi siamo atei convinti. Vi sfido a trovare uno di noi in chiesa. La nostra religione è la distruzione di tutte le religioni e di tutti i pregiudizi. Noi vogliamo la liberazione dell’uomo,  buttando all’aria i vecchi schemi e rifiutando i nuovi. Quando noi suoniamo e sentiamo i ragazzi che gridano con noi, allora ci rendiamo conto di svolgere una funzione sociale”.
Comunque, secondo il parere di molti, i Beatles resteranno senza alcun dubbio la principale icona musicale dei nostri tempi con grande rammarico per l’insoddisfatto Mick Jagger perché non sarà altrettanto con i Rolling Stones https://www.youtube.com/watch?v=poXvMBhjSWkhttps://www.youtube.com/watch?v=1IOL-VT-WnE

Paradossalmente le canzoni più sbarazzine (Help me – I wanna hold your hand – fanno oggi più presa delle canzoni del cosiddetto periodo mistico (Imagine My Sweet Lord – Let it be – Here comes the sun https://www.youtube.com/watch?v=xUNqsfFUwhY ) o del periodo maturo come Yesterday https://www.youtube.com/watch?v=wXTJBr9tt8Q

Da noi in Italia quel malessere non fu vissuto direttamente ma solo di rimbalzo perché la nostra gioventù per protestare preferì la dialettica e il confronto. Tuttavia, anche il Bel Paese  non poté sottrarsi al fenomeno delle band musicali con  gruppi come i Nomadi, Equipe 84, Dik-Dik, i Camaleonti, i Pooh che, attraverso la canzone,lanciavano messaggi basati sulle contraddizione dell’evoluzione della nostra società.
La generazione di quegli anni, che oggi è appunto la Generazione Over 60, risentì sicuramente di quelle influenze musicali condizionandone il modo di interpretare il costume e la società dell’epoca. La lucidità e l’equilibrio nell’analisi critica, con un pizzico di trasgressione ed indignazione, divennero i fondamenti portanti con cui ancora oggi gli Over 60 si approcciano ai temi socio-culturali.
E quindi questa strana estate post Covid (sperando sia tale) dedichiamola anche alle nostre canzoni: Beatles, Stones o …entrambi?

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