Questo mese si cambia: si va… all’estero

Un’escursione in Svizzera, intorno alla Via Mala. Alla ricerca di percorsi diversi da quelli del turismo di massa

Gli Erranti

 

La chiesa di San Martino (Zillis- Reischen)

La partenza è in autostrada, direzione Como/Lugano/Bellinzona/Passo del San Bernardino/Splugen. Siamo diretti alla Via Mala, una stretta gola lungo il corso del Reno Posteriore, nel Cantone dei Grigioni, antica via di collegamento tra la Lombardia e il sud della Germania.

La nostra prima tappa, nel paesino d Zillis- Reischen, è la chiesa di San Martino, che ospita uno dei quattro soffitti medievali in legno dipinto rimasti in Europa. Un capolavoro dipinto tra il 1109 e il 1114, che copre una superficie di 17 metri per 9, articolati in in 153 pannelli, numero che corrisponde a quello dei pesci pescati dagli apostoli nel mare di Tiberiade.

Il biglietto d’ingresso dà diritto a uno specchio, che offre l’opportunità di vedere il soffitto stando comodamente seduti: in questo modo si possono ammirare le ricchissime raffigurazioni, dai pannelli esterni che raffigurano sirene, nereidi e altre creature fantastiche che popolano l’oceano, a quelli interni che ripercorrono la vita di Cristo, mentre le ultime tavole raccontano la storia di San Martino, il santo da cui prende il nome la chiesa.

Secondo lo storico Erwin Pöschel, il maestro che operò a Zillis fu un certo Lopicino, di cui si registra la morte nella chiesa di Coira. Si ritiene che quest’opera sia paragonabile solo ad altri tre soffitti medievali lignei dipinti conservati in Europa, e precisamente in Germania nella Chiesa di San Michele di Hildesheim, in Gran Bretagna nella cattedrale di Peterborough e a Södra Rada nel sud della Svezia.

La seconda tappa del nostro viaggio è Coira, capitale del cantone dei Grigioni. Abitata dal terzo millennio avanti Cristo, “la città più vecchia in Svizzera”, come spesso è definita, offre piacevoli opportunità di sosta con i suoi monumenti musei e chiese. Ma noi siamo come sempre alla ricerca del particolare e ci fermiamo solo una notte.

 La nostra prossima meta è la cappella di San Benedetto nel villaggio di Sumvitgs. Siamo sulla strada che ci porterà verso casa, attraverso il passo del Lucomagno, Bellinzona e Lugano, per visitare quest’opera d’arte in legno che spunta dal nulla al limite del bosco, dopo un tornante con un panorama da togliere il fiato. Realizzata negli anni ’80 del secolo scorso da Peter Zumthor e Annalisa Zumthor-Cuorad, la cappella di San Benedetg o San Benedetto è stata progettata nel rispetto dello spirito del luogo e dei suoi materiali più caratteristici: la semplice struttura in legno si innalza come una scultura da un prato inclinato, ma la vera protagonista del progetto è la luce naturale che inonda lo spazio interno. Una caratteristica che si ritrova in molte opere di Zumthor, nato a Basilea nel 1943, figlio di un ebanista dal quale ha ricevuto la prima formazione artistica. Le semplici scandole del tetto, assi di legno lavorate e disposte secondo una tecnica antichissima, sono un evidente richiamo alle tradizioni della regione, ma le linee rigidamente austere e insieme raccolte dello spazio sono assolutamente contemporanee. Poco distante da San Benedetto si trovano anche i resti della precedente cappella barocca, distrutta anni prima da una valanga.

La cappella di San Benedetto

E’ il momento di tornare verso casa, con negli occhi la bellezza di due monumenti molto diversi tra loro, ma uniti dal fatto di essere al di fuori dei percorsi tradizionali del turismo di massa.

Dopo una valanga…

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