Trent’anni di X Files: “la verità è là fuori”

Com’è cambiata la televisione. Dai telefilm alle serie “on demand”

Di Paola Emilia Cicerone – giornalista scientifica

Ci sono cambiamenti di cui non ci rendiamo conto, fino a quando una data particolare non ci obbliga a guardare indietro nel tempo e a fare un rapido bilancio, osservando cambiamenti dei quali, vivendoli giorno per giorno, non ci eravamo appunto resi conto.

A me è successo con l’anniversario di X files: la serie televisiva ha da poco compiuto trent’anni, con la prima messa in onda in Italia datata 29 giugno 1994. Per chi l’ha vista e l’ha amata, X files è stata una serie fondamentale, che raccontava l’alleanza non solo professionale tra una laureata in medicina arruolata dall’FBI, Dana Scully (Gillian Anderson), e un investigatore del mistero, Fox “Spooky” Mulder (David Duchovny), entrambi incaricati dal Bureau di seguire casi con elementi misteriosi e paranormali, gli X Files appunto.

Gillian Anderson, alias Dana Scully in X- Files

 Impossibile riassumere qui vicende che si sono dipanate in undici stagioni e due film, raccontate attraverso il continuo scambio d’idee tra una donna fermamente razionale e un uomo incline a credere nel paranormale: sul piccolo schermo . perché allora la tv era indubbiamente tale – si sono intrecciati complotti e servizi deviati, rapimenti alieni e scontri con creature che sembravano uscite da un classico della cinematografia horror. E devo dire che, nonostante la mia allergia per il genere, proprio queste ultime puntate, ribattezzate dagli appassionati Monster of the week, sono secondo me le più fascinose: alcune fanno davvero paura, ma episodi come Strane Ferite (Humbug) ambientato in un circo di freak o La casa dei mostri (Home) giudicato così inquietante dalle emittenti americane da essere stato messo in onda solo in un secondo tempo, sono pieni di ironia e punteggiati da citazioni cinematografiche che li rendono alquanto intriganti.

L’attore David Duchovny, che interpreta l’agente Fox Mulder in coppia con Dana Scully

Per noi appassionati gli X files sono stati un appuntamento importante, da commentare con gli amici, e forse a qualcuno hanno anche cambiato la vita, visto che uno studio americano mostra che il personaggio di Scully ha indotto molte ragazze a scegliere perseguire una carriera scientifica. Ma che effetto ci fanno oggi gli stessi episodi? Sempre fascinosi ma inevitabilmente datati, e non solo per l’evoluzione degli effetti speciali: perfino le scene, all’epoca emozionanti, in cui compare l’”uomo che fuma”, ”cattivo” ufficiale della storia, ci sembrano lente, anche se la serie è ancora disponibile su (Disney +) e si parla di un reboot dedicato agli stessi personaggi.

 Sono cambiate le serie tv? Sicuramente sì; intanto sono cambiati il modo di guardarle e gli strumenti che usiamo per farlo. In passato quello con il telefilm, e poi con la serie preferita era un appuntamento settimanale, da attendere con ansia per seguire l’evoluzione della storia e, spesso, per commentarla poi al telefono con le amiche.  Oggi le serie sono messe on line su piattaforme – gratuite o a pagamento – e si possono guardare secondo le proprie esigenze, oppure fare indigestione di puntate. Su un televisore smart ma più spesso su un tablet o uno smartphone.  

Ma soprattutto sono cambiati i ritmi narrativi, e non solo perché oggi molte piattaforme offrono la possibilità di accelerare la riproduzione delle puntate. E’ proprio la narrazione che va veloce, inserendo in una sola puntata una quantità di vicende ed episodi di contorno che non lasciano allo spettatore il tempo di distrarsi o – peggio – di cambiare canale.

Anche se continuano ad avere successo serie vecchio stile come Poirot, La signora in giallo o in tempi più recenti I misteri di Murdock. E sono serie che amo, ma io stessa mi rendo conto, guardando quelli che una volta si chiamavano telefilm, che spesso la narrazione è troppo lenta per i gusti attuali.

Angela Lansbury (“La signora in giallo”)

Nonostante questo, non riesco a convincermi ad abbonarmi a una piattaforma, non tanto per risparmiare quanto perché mi pare che la produzione in chiaro sia più che sufficiente per farmi passare davanti alla tv anche più tempo del dovuto. E tutto sommato – sono cresciuta così – non mi dispiace che la televisione mi induca a dare un’occhiata a qualcosa che mi potrebbe anche piacere, piuttosto che offrirmi “on demand” quello che so già di voler vedere. Certo mi perdo diverse cose interessanti, anche se in realtà molte serie di culto come The Walking dead o Game of Thrones sono troppo macabre o violente per i miei gusti. E mi rendo comunque conto che i gusti “televisivi”, come quelli cinematografici, sono davvero cambiati.

Alcuni dei protagonisti di ER , con un giovane George Clooney che proprio con questa serie conobbe il successo

Però qualcosa da vedere c’è sempre, grazie a novità interessanti ma anche all’abitudine dei canali digitali di proporre repliche: proprio adesso sto riguardando – su Warner Tv – ER Emergency Room, che a trent’anni dall’uscita mi pare regga più di altre serie il passare del tempo, forse per l’estrema modernità dello stile narrativo.  Ma occasionalmente guardo anche altre serie “d’epoca”, e ho tenuto il videoregistratore soprattutto perché X Files io ce l’ho in videocassette, gentile omaggio di un amico che aveva comprato per sè i DVD. E ancora oggi, se ascolto per caso la celebre sigla ( eccola: https://www.youtube.com/watch?v=Qz2wnSVeITg) non posso fare a meno di fermarmi ad ascoltare: “ La verità è la fuori…”

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