Generazione F   Insonnia? No grazie, non per me

Mi rendo conto di essere una voce fuori dal coro, ma non conosco l’insonnia. So perfettamente che vuol dire pensare e ripensare a problemi enormi da risolvere e che mi fanno stare più che male ma, inevitabilmente, alla fine decido di dormirci su, quando domani sarà un altro giorno (non a caso per la foto di copertina ho chiesto aiuto al nostro Carlo Ubezio che sa come muoversi con la IA).

Sì, decido letteralmente di dormire. Ritengo di essere una delle poche persone fortunate che dorme a comando e in qualsiasi luogo o posizione mi trovi.
C’è gente che non dorme se non ha il suo cuscino, o se non è nel suo letto, con le sue cose accanto. Io, i miei sonni migliori e più profondi li ho fatti in aereo, soprattutto nelle tratte molto lunghe, come Roma- Shanghai o Milano- Melbourne. Nè risento del jet lag, e questo è uno dei motivi per cui lo spostamento di 60 miseri minuti in occasione dell’ora legale mi disturba solo perché devo regolare due volte l’anno le lancette degli orologi di casa.

E pensare che da adolescente e poi da adulta ero un’allodola fatta e finita, altro che il gufo di ora: 5 ore filate di sonno erano più che sufficienti per riposarmi, anche perché quasi sempre puntavo la sveglia alle 4, massimo alle 5 del mattino, per studiare prima di andare a fare vari lavori che mi servivano per vivere.
Con l’età mi ritrovo nella condizione opposta della maggioranza dei miei coetanei Over: faccio facilmente il giro dell’orologio, raggiungendo 12 ore di sonno. Probabilmente, lo so, cercare rifugio nel dormire è un modo per rimandare i problemi, anche quelli più grossi, al mattino dopo. Quando alzarsi dal letto- allora sì- diventa sempre più difficile, mentre vorrei tanto continuare a crogiolarmi in un nebuloso ma sereno dormiveglia.
Per fortuna ho un cane che reclama giustamente di uscire per i suoi bisogni fisiologici. Questa è la vera spinta per trovare la forza di alzarmi e cominciare a dare un senso alla mia giornata.
So bene che tutto ciò è un sintomo fin troppo evidente di depressione acuta, ma dal cielo o da quei paraggi ci hanno mandato i cani anche per questo.



Vi sembro strana? Beh, non per niente appartengo alla Generazione F, ovvero Fortunata ma soprattutto Folle (oltre che… Figa).
Buona lettura e buon riposo a tutti!

Minnie Luongo

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