Per i bambini vittime innocenti di tutti i Paesi in guerra nel mondo

La speranza è (anche) nel loro perdono

Di Rosa Mininno – psicoterapeuta, presidente della Scuola Italiana di Biblioterapia

Hind Rajab, uccisa a 6 anni a Gaza mentre chiedeva aiuto al telefono. Racconta la sua storia il film “The voice f Hind Rajab”, che alla 82a Mostra del Cinema di Venezia ha ricevuto 24 minuti di applausi

La speranza è un frutto proibito, il respiro vitale e necessario, il sapore di buono che appaga, quel profumo di muschio che annuncia la presenza del bosco.
La speranza è fragile, ma profondamente radicata in quel credo nella vita di chi, pur ferito e caduto in terra, continua a vivere, “vuole” vivere.

La speranza è nella solitudine positiva e nella compagnia calma e silenziosa o vivace e chiassosa di chi ci accompagna sui sentieri in pianura, in discesa o in salita.
È nell’ombra e nella luce, nei brividi di paura, nei lampi di gioia.
È in quell’anelito di libertà, di giudizio nostro e di chi ci comprende. È in quell’abbraccio che tiene e non tradisce, in quell’amore per se stessi che non esula dall’amore per l’altro.

La speranza è una luce soffusa nella camera oscura, un flebile suono in una stanza che sembra anecoica. È nel volto di un bambino, nella tenerezza di una carezza, ma anche nel pianto e nel grido di un essere umano caduto, ferito dalla vita.             

La speranza è movimento. È tensione verso un’idea, un pensiero, un sentimento vivo.
La speranza è prismatica, abbracciata ai colori della vita come un arcobaleno all’aria e alle gocce di pioggia.   

La speranza rifugia e sostiene, combatte e vive nel cuore e nella mente di chi non si arrende alla delusione, alla sconfitta, alla sofferenza, qualunque essa sia perché la vita a volte è madre amorosa, a volte amara e severa.           

La speranza è una voce interiore che tace e parla nei momenti giusti. Un’apertura nel petto, nella mente, nel corpo percepito.

La speranza è in voi bambini che non avete colpe, la speranza è nel vostro perdono perché nessuno chiede di nascere, ma tutti chiediamo di vivere e vivere bene.
La vostra speranza è in noi adulti, la nostra è in voi bambini.                                                                 

La speranza non ha tempo né luogo, esiste in noi per vivere, per vivere in pace.                               

Esiste.

La standing ovation più lunga della Mostra del Cinema di Venezia dedicata alla piccola protagonista del film della regista Kaouther Ben Hania

Lascia un commento