Pensieri, riflessi di emozioni, senza nessi solidi né fondamento
Di Andrea Tomasini – giornalista scientifico

Anche oggi giornata di lavoro. Ieri, di ritorno da serata piacevole, ho appoggiato in salotto, sul tavolo che sta di fronte all’ampia finestra, il bottino di un’incursione in una libreria di volumi e titoli esauriti e rari.
Il tavolo era ingombro di molto altro per cui per far spazio ho spostato alcuni oggetti, senza altra intenzione che far stare sul ripiano i libri nuovi giunti. Che per altro concernono altre vicende rispetto a quelle su cui sto lavorando in queste giornate. Cerco vanamente di coibentarmi per proteggermi dalle emozioni più acri, immaginando di riuscire a immergermi nelle cose da fare per isolarmi dai pensieri e dalle preoccupazioni.
L’anziana genitrice con le sue impuntature e la consueta cronica attitudine autolesionistica in tre mesi ha perso 4 chili… ma questa è solo una delle cavità in cui rimbomba la mia angoscia. Sono sveglio da prima delle 5. Mi sono messo alla tastiera subito e attorno alle 8 mi sono assopito. Poi, da sveglio ho ripreso il filo del discorso… e mi sono messo in piedi.
Mi sono ricordato delle cose della vita e sono andato a dare il buongiorno a mia madre. Ripassando per la stanza con il tavolo ingombro e la grande finestra, sulla parete è proiettato il riflesso della luce che entra e batte sul pavimento lucido. Si sagoma così una porzione di pianta, silhouette che si riconosce sullo schermo bianco del muro. Nel complesso il riflesso è articolato, privo di forma compiuta, irreale e senza senso. Ma è fatto di sola luce, abbagliante e dorata. Mi ha fatto pensare a quando sbircio dentro un caleidoscopio. All’involontarietà della composizione, al caso con cui le cose si aggregano e alla plasticità dell’animale uomo…
Pensieri, riflessi di emozioni, senza nessi solidi né fondamento. Non so neanche come spiegare…
Ma il riflesso è così grande e bello e imprevisto che l’ho fotografato perché secondo me in bianco e nero diventa ancora più evocativo, e con la logica del dopo qualcosa mi suggerirà. E se non dovesse accadere, quando la pellicola sarà sviluppata saprà comunque dirmi della meraviglia che per qualche momento mi ha incantato -nonostante tutto.