Un’inchiesta nel mondo per scoprire l’elisir di lunga vita
Di Luciano Ragno – giornalista

Metà degli anni ’80. Biglietto per Kiev via Sofia.
Vado a scoprire il segreto che consente a gran parte degli abitanti di alcuni villaggi dell’Ucraina di arrivare a vivere fino a cento anni. Una tappa dell’inchiesta nel mondo per “Il Messaggero” sui “Santuari dell’eterna giovinezza”.
Chissà che ne pensa, da lassù, il grande Fedor Dostoevskij che un giorno ha detto: “ Vivere fino a 40 anni è immorale”.
Arrivo a Kiev. È terra sovietica. I giornalisti sono tenuti d’occhio, controlli a raffica. Vai a spiegare che non cerco retroscena della politica, ma il segreto per arrivare a cento anni. E ci sono venuto apposta da Roma. Il risultato è che mi creano tante difficoltà per arrivare a Vinnycja, la mia meta, uno dei villaggi dove quasi tutti arrivano a tardissima età. Molti fino a cento anni.
Non mi arrendo. Troverò certo qualcuno che vive da quelle parti e mi racconta il segreto.
Lo trovo, prezioso l’aiuto del direttore dell’albergo. Mi dice che in hotel è ospite un signore, molto avanti con gli anni, che viene da uno dei villaggi all’interno dell’Ucraina dove il tempo si è fermato. E’ a Kiev perché in mattinata deve prendere un treno per Mosca.
Arriva il vecchio. E’ in ritardo. Salgo con lui sul taxi. Con noi un impiegato dell’hotel, che si è offerto come interprete.
Arriviamo in stazione. Nevica. E’ quasi una bufera, i treni subiranno un ritardo. Tappa d’obbligo al bar. Da una grande finestra che sta diventando opaca per i fiocchi, vedo possenti matrone sotto la pelliccia ma anche bellissime ragazze, contadini con le ceste e tanti soldati. Umanità abbracciata dalla nuvola di fumo che viene da una locomotiva impaziente di partire.
Il vecchio è alto, una montagna sotto il colbacco, una grande barba. Regge una pesante valigia. E’ salito e sceso agevolmente dal taxi. Gli chiedo gli anni. “ Fra cinque sarà un secolo”, mi risponde. Viaggia sempre da solo.
Domanda scontata: “Qual è il segreto per vivere così a lungo dalle sue parti? Un’erba, un’acqua, un infuso, un elisir che si tramanda nel tempo?”
E lui: “Il segreto è stare tutta la vita assieme agli altri. Sempre d’accordo”.
Non mi convince. Anche dalle mie parti conosco gente che non ha mai bisticciato, vive in serenità in famiglia, eppure non arriva a cento anni. Ci deve essere dell’altro in quei villaggi ucraini.
Lui continua: “ Nelle famiglie della mia terra si vive tutti insieme. Il padre con i figli, con i figli dei figli, rispettando l’un l’altro. Il giovane sa ascoltare i consigli di chi ha i capelli bianchi e il vecchio sta a sentire il ragazzo che gli racconta la scoperta, attimo dopo attimo, della vita. Vivere fra la gente, con la gente”.
La ricetta del convivere. E’ solo una parte del segreto.
“ E poi mangiare cibi cotti con olio di oliva, non fumare e bere solo vino, dormire, camminare, discutere, anche fantasticare. Tutto con equilibrio. Senza mai esagerare. E cercare di stare allegri. Dalle mie parti si canta, si balla, si racconta e si ascolta. E si fa all’amore. Ho avuto due mogli, quella di adesso ha 60 anni”.
D’accordo, replico, ma qualche volta vi colpisce una malattia.
E lui: “Lei quando si sente male prende una medicina perché non vuol più soffrire ma anche perché deve andare al lavoro. Il tempo per voi è prezioso, non va sprecato per un mal di denti. Dalle mie parti ci si ferma dal lavoro e si aspetta che il dolore finisca. Ma se si va d’accordo come fanno i dolori ad arrivare ?”.
Il suono della sirena. Il treno del vecchio è in partenza. Il contadino/ filosofo deve andare. L’attendono i nipoti a Mosca. Tante serate tutti insieme.
Il segreto: tutti insieme in armonia. Attenti alla salute. E fare all’amore. Non mi basta. Mi occorre una conferma.
La trovo all’Istituto di Geriatria e Gerontologia di Kiev, dove il “fenomeno” dei 100 anni è studiato a lungo.
La conferma di quello che mi aveva detto il vecchio alla stazione: vivere insieme, possibilmente in campagna, ascoltare i consigli degli anziani ma anche rispondere alle domande dei giovani, cercare di stare in armonia. Attendere che il dolore passi da solo.
Ma anche una corretta alimentazione. Altro tassello.
In quei villaggi i piatti a tavola sono più sciapiti che salati, poca carne, tanto pesce, il condimento d’obbligo è l’olio di oliva. Tre pasti: mattino, mezzogiorno e sera. Non dormire più di sette ore e d’obbligo un riposino dopo pranzo. Forse un’abitudine presa dalle legioni romane quando vennero da queste parti.
Regole uguali per tutti: uomini e donne. Con un’eccezione: il dormire. Lui sette ore, lei cinque. “ Perché la donna si deve dedicare alla casa e non al sonno” mi aveva detto il vecchio alla stazione. Salutista ma maschilista.
La lunga età della gente di alcune zone dell’Ucraina è al centro di un dossier. Me ne parla, dopo due giorni a Mosca, il professor Anatoliy Tokar, segretario scientifico dell’Istituto di Geriatria e Gerontologia dell’Accademia Medica delle Scienze dell’Unione Sovietica. Insieme con altri studiosi cerca di dare una risposta alla domanda più antica del mondo: perché si invecchia?
Studiano questo traguardo di vita perché i centenari sono molti, non solo in alcune regioni dell’Ucraina ma anche in Caucaso, Georgia e Crimea.
E’ falsa la notizia, mi dicono gli studiosi, che qualcuno arrivi fino a 120- 130 anni. Arrivano in molti a 100. Anni ben portati: un camminare eretto, sguardo attento, buona salute. E soprattutto lucidità di mente.
C’è una spiegazione scientifica: il ruolo del fattore genetico, valutato intorno al 20 per cento. Quelle popolazioni nascono, crescono, si sposano, fanno figli sempre nello stesso posto. Di conseguenza il fattore genetico non esce dai confini.
D’obbligo chiedere: ma non si ammalano?
Certamente- è scritto nel dossier- si ammalano di quei guai della vecchiaia: enfisema, bronchiti anche forti, e osteoporosi. Ma sono rare quelle frustrate che l’Occidente conosce purtroppo bene e che mettono in crisi cuore e cervello. Questo perché la corretta alimentazione e la grande attenzione a non mangiare molto, e soprattutto fuori dei pasti, non provocano obesità.
Fra Kiev e Mosca ho scoperto il segreto dell’invecchiare a lungo e bene. L’ho appreso dal vecchio alla stazione e dagli studiosi degli istituti ucraino e sovietico. Ma lo leggo nella gente che incontro la sera nel bar pieno di luci in piazza Majdan, al centro di Kiev. Gente serena, pacata, che conversa senza mai alzare la voce davanti a un bicchierino di Soplica vodka alla ciliegia. Tanto forte. Ho ancora il ricordo di quel sapore e di quel profumo.
Finisco di scrivere questo mio ricordo di 80 anni fa. E non posso non sentirmi triste. Quella Kiev elegante, quel caffè su piazza Majdan piena di luce, quella gente che stava tanto bene insieme ora non ci sono più.
Ora non si pensa ad arrivare a cento anni, ma a sopravvivere alla follia di un dittatore che sta infrangendo vite e sogni.
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Questo articolo si ispira – e nel colloquio con il vecchio alcuni passi sono identici- a un mio servizio pubblicato su “Il Messaggero” nella seconda metà degli anni ’80. Faceva parte di un’inchiesta condotta in tutto il mondo alla ricerca dei segreti dell’eterna giovinezza. Il titolo era proprio “ I Santuari dell’ Eterna Giovinezza”. I servizi pubblicati in terza pagina sono stati raccolti nel 1990 in un bellissimo volume con lo stesso titolo, edito da “ Longanesi/Il Messaggero”.
Un meraviglioso ricordo di anni meravigliosi.