Come contrastarle con il laser e una skincare mirata
Di Marina De Luca – autrice

Le macchie cutanee sono tra gli inestetismi più diffusi e difficili da contrastare. Compaiono soprattutto sul viso, sul décolleté e sulle mani, rendendo il colorito disomogeneo e meno luminoso. Per attenuarle, la medicina estetica dispone oggi di tecnologie sempre più mirate, come Fraxel Dual, un laser frazionato non ablativo che interviene sulle alterazioni della pigmentazione e sui segni del fotoinvecchiamento, favorendo il rinnovamento cutaneo.
Perché compaiono le macchie cutanee
La pelle possiede meccanismi naturali di difesa nei confronti delle radiazioni solari, ma un’esposizione prolungata può alterarne gli equilibri.
«Durante l’estate la pelle attiva diversi meccanismi di difesa», spiega il dottor Giovanni D’Alessandro, medico estetico a Milano e Conversano (Bari). «L’esposizione al sole favorisce innanzitutto la produzione di melanina, ma non è l’unico cambiamento. Aumenta anche la cheratina, con un ispessimento dell’epidermide, e si modifica la vascolarizzazione cutanea. Tutti elementi che incidono sul modo in cui la luce viene assorbita e riflessa».

È anche per questo motivo che, quando l’abbronzatura svanisce, alcune irregolarità diventano più evidenti. Il colorito perde uniformità e possono emergere discromie che durante i mesi estivi risultavano meno visibili.
Non tutte le macchie sono uguali
«È fondamentale stabilire la natura dell’alterazione», sottolinea D’Alessandro. «La macchia di natura melanica, chiamata melasma, è più scura ed è molto diversa dalla macchia da ispessimento dell’epidermide, chiamata ipercheratosi, così come quelle determinate da un aumento della vascolarizzazione, chiamata eritrosi. Per ognuna di queste alterazioni esistono laser specifici e soltanto il loro utilizzo appropriato può portare a un miglioramento della pelle. La diagnosi rappresenta quindi il primo passaggio per definire la strategia più indicata».
Anche la zona anatomica riveste un ruolo importante. Viso, décolleté e dorso delle mani presentano differenze nello spessore cutaneo, nella presenza di ghiandole sebacee e follicoli piliferi e nella distribuzione di collagene ed elastina.
«Sono variabili che incidono direttamente sulla scelta dei parametri», precisa lo specialista. «Il trattamento deve essere adattato non soltanto al tipo di discromia, ma anche alla zona anatomica e alle caratteristiche individuali della cute».

Il laser frazionato per contrastare le macchie
Tra le tecnologie utilizzate in medicina estetica per migliorare la qualità della pelle e intervenire sulle alterazioni legate al photoaging c’è Fraxel Dual di Solta Medical, un laser frazionato non ablativo che consente di trattare in modo selettivo microscopiche porzioni di tessuto, lasciando integre le aree circostanti.
La particolarità di questa tecnologia è la presenza di due lunghezze d’onda, 1550 e 1927 nanometri, che permettono di agire a profondità differenti.
«La lunghezza d’onda di 1550 nm consente di raggiungere maggiormente il derma, stimolando i processi di rigenerazione cutanea», spiega D’Alessandro. «Quella di 1927 nm, invece, lavora più superficialmente ed è utilizzata soprattutto nel trattamento delle alterazioni pigmentarie associate al photoaging. La possibilità di modulare le due lunghezze d’onda consente al medico di personalizzare il protocollo in funzione delle caratteristiche della pelle e degli obiettivi del trattamento».
Come funziona il laser frazionato
Il termine frazionato descrive il modo in cui l’energia laser viene distribuita nel tessuto. Anziché interessare in modo uniforme l’intera superficie cutanea, il laser crea migliaia di microscopiche colonne termiche, separate da porzioni di pelle non trattata. Questo meccanismo produce uno stimolo termico controllato che favorisce l’attivazione dei naturali processi riparativi, coinvolgendo anche i fibroblasti, le cellule responsabili della produzione di collagene ed elastina.
I risultati richiedono tempo
Uno degli aspetti da considerare quando si sceglie un trattamento laser riguarda i tempi necessari per ottenere risultati. Il rinnovamento cellulare e il rimodellamento dermico, infatti, non si esauriscono durante la seduta, ma proseguono nelle settimane successive.
«Le cellule danneggiate vengono progressivamente sostituite, ma la sintesi di nuovo collagene richiede tempo», precisa lo specialista. «Sono consigliate quattro sedute, distanziate di circa quindici giorni. Il numero degli appuntamenti e gli intervalli devono essere stabiliti dal medico».
La skincare antimacchie
La prevenzione e la cura quotidiana rappresentano un complemento importante ai trattamenti di medicina estetica. Il primo passo per contrastare la comparsa delle discromie è proteggere la pelle dalle radiazioni ultraviolette con un fattore di protezione preferibilmente SPF 50+. Le maison cosmetiche propongono formulazioni con attivi specifici per migliorare l’uniformità dell’incarnato. Tra questi, l’acido tranexamico e la niacinamide, utilizzati nei trattamenti destinati ad attenuare le macchie scure, e ingredienti esfolianti come l’acido glicolico e l’acido salicilico, che favoriscono il rinnovamento superficiale della pelle e contribuiscono a rendere la texture più regolare. La scelta degli attivi e la frequenza di applicazione devono però tenere conto della sensibilità cutanea e della natura delle discromie.