I pensionati sul piede di guerra

di CINZIA BOSCHIERO- Giornalista scientifica

“Alcuni politici ci hanno etichettato e ci hanno definito parassiti. E’ davvero inaudito!- sbotta il professor Michele Poerio, presidente del Forum Nazionale dei Pensionati, e segretario generale CONFEDIR, oltre che presidente Nazionale FEDER.S.P.eV (Federazione sanitari pensionati e vedove medici-veterinari- farmacisti) – “ Contro il cosiddetto contributo di solidarietà e contro il blocco della perequazione avviamo  ben due ricorsi con azioni legali mirate come  Forum Nazionale dei Pensionati.  E’ quanto abbiamo deciso a Roma, in occasione del recente Consiglio Consultivo del Forum Nazionale dei Pensionati. Con questa legge di bilancio chi ha una pensione maggiore a 1500 euro lordi l’anno, con il nuovo meccanismo introdotto, subirà una stretta che comporterà una perdita per tutto il resto della vita da 63 € fino a 405 € lordi all’anno a partire dal 2019. Soldi persi che si vanno a sommare ai tagli dei Governi precedenti.  Non si tratta di  ‘ricchi pa­peroni’ ma di dignitosi pensionati che portano a casa tra i 1.200 € e i 2.000 € netti al mese, dopo aver versato le tasse sulle pensioni più alte in Europa. Una pensione che sarebbe dovuta aumentare del 90% o del 75%, rispetto all’1,1% di inflazione definitiva per il 2018, viene ridotta al 77% o al 52% . Siamo uniti, determinati ed indignati. Abbiamo deciso pertanto all’unanimità che siamo contro le recenti decisioni di questo Governo che attacca senza rispetto i cittadini, aizzando una specie di falsa ‘lotta di classe e lotta ai privilegi’ e penalizza in particolare  solo una categoria di cittadini, una delle più fragili, quella dei pensionati”.

“Voglio ricordare che il Forum Nazionale dei Pensionati- sottolinea sempre Poerio- racchiude ben 16 associazioni nazionali di pensionati ed oltre 850mila iscritti. Siamo forti solo se uniti e non stiamo combattendo solo per noi, ma anche per le generazioni che ancora lavorano e per i giovani : vogliamo difendere il valore del diritto e il rispetto di chi , dopo anni di lavoro e di contribuzione allo Stato, deve poter beneficiare della sua pensione, frutto di fatiche e sacrifici professionali di una vita intera”.In pratica, i cosiddetti parassiti tengono a ricordare come la pensione non sia una regalia, ma un diritto costituzionale, soldi versati in tanti anni di  impegno costante nel mondo del lavoro.  Pertanto, nella legge di bilancio il prelievo previsto alle pensioni di importo oltre i 100mila euro annui è un vero e proprio esproprio mirato, punitivo ed ingiustificato, se non segno di un acido rancore e pura invidia sociale verso chi molto ha lavorato e molto ha guadagnato onestamente. Inoltre i soldi che saranno prelevati (circa 200milioni di euro) come taglio alle pensioni elevate  di circa 20mila cittadini saranno accantonati senza un fine specifico: una beffa nella beffa.

 L’Italia non ha bisogno di creare fratture tra generazioni, rancori e odio sociale, ma di creare armonia di intenti tra cittadini e imprese,  opportunità di sviluppo e quindi serve una netta separazione tra assistenza e previdenza; occorrono misure concrete ed urgenti per nuove opportunità occupazionali e di investimenti reali a favore di infrastrutture e di alta qualità dell’istruzione e della formazione, a favore di giovani e meno giovani, contro l’arroganza e l’ignoranza dilagante e pilotata, contro la falsa politica, che non sceglie per il bene del Paese a lungo termine e con coraggio, ma è sempre perennemente in campagna elettorale e guarda solo al breve termine ovvero a carpire voti disinformando e promettendo di tutto e di più solo per mantenere il proprio potere e senza fare le scelte necessarie per le generazioni presenti e future”.

Questa la posizione, più che chiara,di molti pensionati, ormai scesi sul piede di guerra. Seguirà una risposta altrettanto esaustiva?

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