QUANDO LA SEDUZIONE CORRE SUL WEB

 Il rischio di esistere solo per l’immagine che si dà di sé

DOTTOR MARCO ROSSI

sessuologo e psichiatra

www.marcorossi.it

In un mondo sempre più social – e mai come in questo delicato momento oltremodo social in cui le nostre interazioni personali sono drasticamente limitate dall’emergenza Coronavirus- come si rapportano oggi uomini e donne in rapporto alla seduzione? In maniera concreta: è cambiato tutto. In breve, stiamo diventando esseri prevalentemente virtuali!  Oggi la seduzione corre sul Web e sempre di più viviamo in una società dove l’essere umano pare esistere per la sua immagine e basta. O quasi.

Questo è un qualcosa che prima valeva solo per qualcuno, dei narcisisti o di coloro che potevano accedere ai Media ( il massimo era la televisione). Mentre oggi ognuno grazie (o a causa, dipende dai punti di vista)  ai social ha una propria immagine da proporre. Da lì parte il gioco della seduzione che è un gioco molto meno corporeo e fisico, e forse meno interessante di quanto accadeva prima quando si poteva godere di sguardi e odori. Oggi? Solo parole scritte!

Ciò si può rivelare un handicap, nel senso che facilita solo l’inizio di un qualsiasi rapporto, a cominciare dalla rottura del ghiaccio perché protetti da uno schermo. Per fare un esempio:  se prima andavo in un locale, dove c’erano persone, mi guardavo intorno per capire se qualcuno/a mi poteva essere affine e poter poi magari intraprendere una conoscenza. Se invece, come accade oggi, vado sul sito vuoitradiretuomarito.com ( sto usando un nome inventato di sana pianta), è tutto molto più semplice, in quanto c’è già un target limitato a quella ricerca.
Ma comunque resta che poi dalla virtualità (se vogliamo parlare di sessualità), ci deve essere il passaggio al reale e lì casca l’asino per molti: lì tornano tutte le difficoltà psicologiche e di rapporto delle persone.

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Se poi parliamo del mondo dello spettacolo, qui ahimè la sessualità mediatica è sempre più trash. L’esempio è palese già nel come vengono proposte le argomentazioni sessuologiche sui media.

Vediamo nuovamente il mondo della TV, che vive una fase di profonda crisi e trasformazione, ma resta che nell’argomento sessuologico non c’è stato più un solido investimento. La spiegazione è ovvia: è più facile comprare programmi dall’estero che nulla hanno a che fare con la cultura italiana (o sono adattati) e proporli senza un target preciso, piuttosto che investire in programmi educativi. E’praticamente tutto trash, e spesso si producono programmi solo  per fare audience facile.

Mi viene in mente “Sex Education”, una serie di Netflix che ha come protagonista il figlio di una sessuologa … e checché se ne dica, non è vero che si tratta di una serie in cui si parla di sessualità dal punto di vista educativo, ma semplicemente della vita di un ragazzino, che a mio parere risulta anche lontano dalle nostre culture.

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Insomma, è sempre bene fare buon uso dello schermo, sia di quello del nostro computer o smartphone, sia di quello televisivo. Non mandiamo mai in letargo l’intelligenza, anche se del gioco e della leggerezza- quando si parla di sessualità- non dobbiamo mai fare a meno.

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