“Cara, mi vuoi sposare?”

Proposte di matrimonio fra romanticismo, marketing e tradizione

Di Paola Emilia Cicerone –giornalista scientifica

Il record di originalità spetta probabilmente al ragazzo americano che ha chiesto agli sviluppatori del popolare videogioco Angry Birds di  modificarlo per inserirvi la dichiarazione alla fidanzata Melissa: così, tra un uccellino e un maialino verde, è comparsa la scritta “Marry me, Mel!” (www.youtube.com/watch?v=5M7l1jXjavk). Ma nel nostro immaginario la dichiarazione è comunque un momento importante, da preparare con cura. Ed è il momento che ricordiamo delle fiction o dei film che ci sono cari, si tratti di Rhett e Rossella in Via col Vento – “Devo cogliere l’occasione fra un marito e l’altro”- o di Harry Ti presento Sally: “Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile”. In questi casi le location possono essere meno tradizionali: se in Grey’s Anatomy  Derek si dichiara a Meredith in ascensore, Big fa la sua proposta a Carrie nella mitica cabina armadio della protagonista di Sex&The City www.youtube.com/watch?v=TbsDhixK1B8, sostituendo l’anello con una fantastica scarpina.

Comunque sia, lo scenario preferito è quello classico: lui in ginocchio che sfodera la scatoletta col classico solitario. Come abbiamo visto e letto decine di volte, e come mi è successo di vedere dal vivo una volta sola, nella piazzetta di Portofino, scelta da un ragazzo americano per dichiararsi alla sua lei tra gli applausi dei presenti. Perché questo piccolo rituale, inutile negarlo, ci piace e ci commuove, anche se la tradizione è meno antica di quanto immaginiamo. Nella storia i matrimoni sono da sempre affari di famiglia – e qualche volta di Stato – in cui il romanticismo e la volontà degli sposi entrano poco, tanto che i matrimoni più importanti sono stati spesso combinati a distanza, senza che gli interessati avessero minimamente voce in capitolo. Con qualche eccezione: fu la regina Vittoria, in quanto regnante, a proporsi al suo futuro sposo, Alberto di Sassonia- Coburgo- Gotha. Quanto al gesto di inginocchiarsi per formulare la fatidica domanda, potrà avere radici antiche e ispirate all’amore cortese, ma è solo dal diciannovesimo secolo che è collegato alla proposta di matrimonio, e anche allora la dichiarazione arrivava solo una volta ottenuto il consenso del padre.

Se la tradizione dell’anello di fidanzamento risale all’antica Roma, poi, la scelta del solitario di brillanti è assai più recente. Solo nella seconda metà dell’ottocento la produzione mondiale di diamanti è esplosa rendendoli relativamente accessibili, ma il vero successo di questo tipo di anelli si deve ad una campagna pubblicitaria avviata negli anni ’30 del secolo scorso dalla compagnia sudafricana De Beers, che decise di rilanciarne la vendita un po’ appannata dalle vicissitudini economiche con uno slogan destinato a durare: “Un diamante è per sempre”. Il coinvolgimento di attrici famose e degli influencer dell’epoca finì col convincere il pubblico che questa pietra fosse l’unica adeguata alla circostanza e si arrivò a suggerire la somma da spendere per acquistarlo, pari negli Stati Uniti a circa un mese di stipendio (che sarebbero diventati due negli anni ’80).

Da allora molte cose sono cambiate, ma come abbiamo visto la proposta tradizionale resiste: “Sentiamo il bisogno di un evento spettacolare, particolarmente oggi che possiamo immortalarlo sui social”, osserva la sociologa americana Ellen Lamont, che ha condotto uno studio sul tema: E non c’è dubbio che trovarsi protagonista della piccola cerimonia faccia sentire speciali le future spose, e permetta ai maschi di mostrare il proprio lato emotivo senza imbarazzi. Il rischio è che una proposta troppo elaborata induca le ragazze a dire sì, anche se non si sentono ancora pronte: come rispondere “ci devo pensare” a chi si è dato da fare per renderti protagonista di una fiaba? Eppure dovremmo aver capito che poche cose sono per sempre … Nemmeno i diamanti, come ci ricorda un meme che gira su internet: “Sono termodinamicamente instabili e nel corso del tempo si degradano in grafite”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...