Generazione F                           La musica? E’ vita                   

Mi chiamo Minnie perché è il nome della protagonista de “La fanciulla del West” (per fortuna Puccini non le affibbiò nessun cognome, tantomeno Luongo) e mia madre, cantante lirica tedesca con nome e cognome francesi (veri, non d’arte) mi chiamò così.

Con questa premessa è quasi d’obbligo che ami la musica, anche se ricordo con angoscia molte ore passate da bambina al Teatro alla Scala- pur seduta all’interno del Palco Reale- mentre gli occhi mi si chiudevano dal sonno e alla fine stramazzavo in avanti, finché qualche adulto non si premurava di risollevarmi… A riconciliarmi con il rapporto con la musica classica fu proprio La fanciulla del West, opera sperimentale e per questo forse non adeguatamente apprezzata, che mi piace molto, non fosse altro che “finisce bene” e soprattutto, come convengono i critici, “ci racconta che l’amore, per quanto illogico e indefinibile, è una delle nostre poche ricchezze”.

Palco Reale del Teatro alla Scala

In tanti hanno provato a definire la musica. Dovendo scegliere fra le affermazioni che più mi convincono ecco quelle di persone molto differenti tra loro: “La più poetica e la più precisa delle arti, vaga come un sogno ed esatta come l’algebra”; (Guy de Maupassant); “Il tempo è un pozzo nero. E la magia che abbiamo in mano noi musicisti è quella di stare nel tempo, di dilatare il tempo, di rubare il tempo” (Ezio Bosso); “La musica ha un grande potere: ti riporta indietro nel momento stesso in cui ti porta avanti, così che provi, contemporaneamente, nostalgia e speranza” (Nick Hornby).  

Io bambina mentre strimpello al pianoforte

Il focus di questo numero è l’intervista ad un amico d’infanzia ritrovato: Fabio Concato. Il curriculum dell’artista si trova facilmente in Rete, ma conoscerlo- e riconoscerlo a distanza di anni- è tutt’altra cosa. E avere la fortuna di ascoltare l’uomo che racconta la quotidianità in maniera apparentemente semplice e ci trasmette emozioni in modo unico e particolare con la sua voce e le sue parole e la sua musica è realmente un privilegio. Prima di andare a leggere la mia chiacchierata con lui (a proposito, che fatica emotiva intervistare un amico!) sappiate che per Fabio Concato “è musica tutto, anche ciò che non ci piace, ed è impensabile un pianeta che ne è privo: equivarrebbe a un pianeta senza vita”.

Tornando alla sottoscritta, amo tutti i tipi di musica, basta che si tratti di buona musica.

Del mio amore sviscerato per i Beatles– vero patrimonio dell’umanità- ho parlato tante volte e sempre, anche se mi trattengo, non riesco a non vantarmi di essere stata al loro concerto al Vigorelli di Milano il 24 giugno 1965, in un pomeriggio afoso come pochi: quattordicenne, ma già con la consapevolezza di star assistendo ad un evento storico.

E poi adoro i musical… Tre anni fa ho finalmente realizzato un sogno: assistere al Broadway Theatre, nella mia città del cuore, ad una superba versione di Chicago.  

Per finire, la musica, quando non è vita, è comunque speranza di vita. Come ci ha ricordato il video (ormai diventato virale) girato in un bunker di Kiev che mostra Amelia, la bambina ucraina che canta “Leti it go”, canzone del cartone animato di Frozen.

Buona lettura e buona musica a tutti!

  Minnie Luongo

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