Un giallo che fa riflettere

Protagonisti Over per un mistero che ruota attorno ad una libreria

Di Paola Emilia Cicerone – giornalista scientifica

Ci sono libri che non è facile recensire, e questo La ragione del silenzio, debutto narrativo di Patrizia Monzeglio, Neos edizioni 2022 (https://bit.ly/38fFg4) appartiene certamente alla categoria, e per varie ragioni. Innanzitutto si tratta di un libro difficile da classificare.

Uno scorcio di Casale Monferrato

 E’ un giallo, ma un giallo anomalo, e non solo per le ambientazioni piemontesi che spaziano dalle colline del Monferrato alle sale profumate di cioccolata di Baratti&Milano.  Ci sono i protagonisti: professoresse, librai e ingegneri in pensione, non proprio i personaggi che ti aspetti di trovare coinvolti in un intrigo ricco di suspense. E poi c’è la filosofia, grande passione dell’autrice che ha scelto di ambientare la sua storia in un Cafè Philo, un programma di incontri a tema filosofico pensato per coinvolgere un pubblico non specializzato in una discussione su grandi temi etici, dalla libertà alla giustizia. E’ la protagonista del romanzo Letizia, professoressa in pensione che ha scelto questo progetto, in collaborazione con un suo ex studente, per ritrovare entusiasmo e interessi dopo la scomparsa del marito. Un programma apparentemente destinato a dipanarsi tra letture e chiacchierate che però, in seguito a una serie d’incontri forse solo apparentemente casuali, finirà per farla precipitare in un vero e proprio intrigo: dove è finito il libraio Giovanni, e che cosa c’è dietro le comunicazioni minacciose che riceve da qualche tempo?  

Per aiutare l’ex studente Michele a dipanare il mistero Letizia dovrà correre qualche rischio, e si renderà conto che i temi di cui si discute nelle serate del Cafè Philo possono avere un ruolo importante anche nella nostra vita di tutti i giorni. Che significa combattere per difendere la propria libertà, e fino a che punto è lecito farlo? Come si fa a essere certi di trovarsi dalla parte giusta, e che cosa succede se dubitiamo di qualcuno che comunque ci è caro?

 Senza svelare troppo della trama, possiamo assicurare che questo è sicuramente un libro “generazione over”. Non solo per l’età anagrafica dell’autrice, che dopo una carriera da manager ha scelto di dedicarsi alle sue passioni laureandosi in filosofia per approfondire temi che giocano un ruolo importante in questo romanzo. Sono soprattutto le vicende raccontate a riportarci agli anni ‘70/80 del ‘900, a eventi drammatici di cui molti giovani – come scopre con grande stupore Letizia – non sanno niente e che invece hanno segnato profondamente la storia del paese: ”In un articolo”, commenta a un  certo punto uno stupito Michele, “si parla di 1300 attentati dal 1970 al 1981. Ma saranno cifre reali?”.

Il dialogo tra generazioni, e tra modi diversi di confrontarsi con un passato recente e troppo spesso dimenticato, è solo uno dei temi di un libro che riesce a essere allo stesso tempo una piacevolissima lettura e un’opportunità per riflettere. E forse per approfondire, in una sorta di Cafè Philo virtuale, qualcuno degli spunti offerti da queste pagine.

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