Perchè proprio Maria Teresa Ruta nostra testimonial? Presto detto…

Qui di seguito il mio editoriale dell’ultimo numero, dove spiego perchè ho chiesto ad una cara amica- appena entrata nel sessantesimo anno d’età- di farci da testimonial. Con grande gioia mia e della Redazione ha detto di sì.

GENERAZIONE F Come siamo?

Se nel numero scorso mi era stato relativamente semplice ricordare come eravamo, questa volta  illustrare come siamo oggi noi Over 60 è molto più arduo, in primo luogo perché è sempre cosa delicata, spesso non veritiera e inappropriata (talvolta con risultati quasi impudichi) prendere le distanze da noi stessi per “vederci” dal di fuori e, quindi, raccontarci. 
Ecco il motivo per cui al come eravamo del titolo ho aggiunto un punto interrogativo e, dopo aver riflettuto, ho pensato di ricorrere ad un espediente: parlare della nostra neotestimonial Maria Teresa Ruta, che sintetizza per molti versi ciò che siamo. 

Maria Teresa la conobbi quando presentava su Mediaset un programma di salute assieme al compianto prof. Fabrizio Trecca (un uomo che si amava o si odiava: io lo amavo follemente per il suo coraggio di non avere peli sulla lingua e per essere, allo stesso tempo, una persona riconoscente e sensibile come mai si sarebbe potuto supporre fermandosi alla prima impressione). A quella trasmissione venivo spesso invitata come ospite in veste di giornalista medico-scientifica; inevitabile scambiarmi il numero di telefono con la vulcanica conduttrice. 
Proprio in quel periodo (parliamo di una ventina d’anni fa) usciva un mio libro sul glaucoma: assieme agli altri relatori pensai di invitare anche lei. Accettò subito e il giorno della presentazione arrivò in anticipo e soprattutto preparata al pari, se non di più oserei dire, degli specialisti riuniti al Circolo della Stampa di Milano. Inoltre non fuggì ad evento concluso, ma si fermò a commentare con i presenti e a sottoporsi al fuoco di fila di foto che seguirono. 
Negli anni successivi capitò di incontrarci in qualche occasione e ciò che mi colpiva era la sua perenne cordialità, unita a quello che giustamente il grande Sandro Ciotti aveva definito “il sorriso che non conosce confini”. 
Eppure la sua vita, esattamente come quella di ognuno di noi, non poteva essere sempre, né lo era, un cammino lastricato di rose. Ma lei andava avanti, con piglio deciso e costantemente pronta a nuove avventure. 
Conoscendola personalmente, è naturale che seguivo la sua carriera che proseguiva in più direzioni e nel 2004, tornata dalla prima edizione dell’Isola dei famosi la intervistai più volte per il programma di solidarietà che conducevo su Rtl (andavamo in onda alle 7 del mattino … e anche se si trattava di rispondere al telefono e non di partecipare di persona, lei non mi disse mai di no). 
Passò qualche anno e ricorsi ancora a Maria Teresa per un evento benefico che avevo organizzato. Lei, nonostante si trovasse per lavoro in un posto alquanto distante e nonostante piovesse che Dio la mandava, arrivò puntualissima alla guida della sua auto e fu una testimonial eccezionale. 
Ora, sia ben chiaro che non sto facendo il santino di questa amica; sto semplicemente tentando di sintetizzare, tramite lei, quali possono essere le qualità (per alcuni, i difetti) che la accomunano con la maggioranza di noi Over.Arriviamo così allo scorso 23 aprile, compleanno di Maria Teresa. C’è da sottolineare: la nostra ha appena compiuto soltanto 59 anni ma, come le dissi al telefono quel giorno, dato che stava  entrando nel sessantesimo, avrebbe potuto diventare la nostra testimonial perfetta. In realtà gliela buttai lì perché era un’idea che mi balenò mentre le stavo facendo gli auguri; mi rispose mandami la rivista da vedere e ti faccio sapere. 

Dopo una decina di giorni fu lei a chiamarmi per accettare. Ci trovammo a L’Arabesque di Milano assieme all’amico fotografo di RCS Maurizio Maule (sua la foto di me e Maria Teresa, ndr), che ci ha regalato il suo tempo e la sua competenza per un’intera mattina. Lei, inutile dirlo, era arrivata con una borsa piena di capi di vestiario per gli eventuali cambi(prestando anche alla sottoscritta una giacca tutta cuoricini e stelline), di trucchi e di altro, travolgendoci  con la sua simpatia, educazione, disponibilità. 
Se volessimo mettere degli hashtag dopo il nome e cognome della testimonial di Generazione Over 60 non avremmo dubbi: #Lavori in corso (che è anche il nome della rubrica con la quale seguiremo ogni mese Maria Teresa nel suo lavoro) #freghiamocenedeltempochepassa #sorridiamo #reinventiamoci #rinnoviamoci #ascoltiamo. E ancora: #affidabilità #amicizia #puntualità #ironia #autoironia #professionalità #sanafollia. 
La Generazione F, almeno per come la intende chi scrive, è tutto ciò. 
#eanchedipiù. Minnie Luongo

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