Esiste ancora il digital divide?

Sempre più connessi, agli Over 60 vengono dedicate app specifiche

Di Doris Zaccaria – giornalista e formatrice

Ricordo bene i primi tempi in cui ho iniziato a occuparmi di digitale. 

Sembrano passati secoli, eppure appena 10 anni fa, nella moderna Milano, l’azienda nella quale lavoravo (nel settore del commercio elettronico) doveva fare i conti con un Paese poco connesso rispetto alla media europea. L’Italia era percorsa da una frattura profonda, quel “digital divide” che separava una minoranza in grado di muoversi disinvoltamente online e una maggioranza lontana anni luce dalle novità tecnologiche.

Pochi acquisti online, tanta diffidenza. E una parte considerevole di “Over” che sembrava in difficoltà nell’utilizzare la rete. 

A ben vedere, però, si trattava soprattutto di coloro che non avevano mai lavorato con un computer. Impiegati, ricercatori, avvocati, giornalisti…queste categorie avevano già visto cambiare radicalmente il proprio lavoro a contatto con le nuove tecnologie. 

Ma per chi aveva svolto lavori manuali il digitale restava un orizzonte remoto. 

Ne ebbi la prova seguendo l’evoluzione di mio padre, ex operaio metalmeccanico, che abbandonata la saldatrice si ritrovò in pensione senza aver mai utilizzato un computer. 

Provai a lasciargli in dote il mio vecchio portatile, spiegandogli i primi rudimenti. Niente da fare. Ne era incuriosito quanto intimorito. Decisi di tentare il tutto per tutto regalandogli un piccolo tablet. E capii che era l’impiccio della tastiera a bloccarlo: con lo schermo touch tutto diventava più semplice e immediato. Apprese rapidamente; con gli anni iniziò anche a usare uno smartphone e oggi riusciamo a chattare su Whatsapp e farci chiamate video senza problemi. 

Il mobile, insomma, è diventato la grande porta di ingresso sul web di una parte consistente di popolazione che non aveva potuto accedere, fino a quel momento, alle opportunità del digitale.

Ed è proprio il mobile lo strumento di navigazione preferito dagli italiani, over e under senza distinzione, che dalle ultime rilevazioni Audiweb passano online circa 4 ore al giorno. Certo, molti Over confessano di non avere le stesse capacità e la stessa dimestichezza dei nativi digitali. Ed è per questo che stanno nascendo iniziative dedicate proprio a questo target (che, va detto, è anche interessante dal punto di vista economico). Secondo i principi della user experience, le app destinate agli Over hanno un layout particolarmente intuitivo e presentano una navigazione semplificata.

È il caso dell’e-commerce cinese Taobao, che si è dotato di una “versione per senior”.

Altre app si rivolgono agli over affrontando alcune tematiche particolarmente care a questa fascia di età, a partire dal benessere e dalla forma fisica. Cercate sul vostro smartphone o tablet e sarete sorpresi dalla profferta di app per monitorare l’alimentazione, per promuovere uno stile di vita più attivo o per perdere qualche chilo. E per chi, con gli anni, sente affievolirsi la memoria, ecco le app per ricordare gli appuntamenti (dal medico, ma non solo) e persino dove si è parcheggiato l’auto. 

Insomma, forse è davvero passata un’era da quel lontano 2010 di cui vi parlavo all’inizio. E sicuramente oggi gli Over 60 sono più partecipi e coinvolti in un attivo utilizzo dei media digitali.

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