L’insegnamento del 2020? Allenarsi a vivere il momento presente

Quando i pazienti, anche quelli più fragili,  rivelano una forza e una determinazione inaspettate

Di Paola Esposito  – psicologa, psicoterapeuta

Ogni volta che finisce l’anno i nostri pensieri volano veloci verso nuove mete, inseguendo speranze che ci proiettano a inattesi traguardi, mantenendo viva la fiducia che tutto ciò che non va nella nostra vita possa modificarsi.

Quasi magicamente, anche se tutti noi, nessuno escluso, conosciamo la realtà, speriamo sempre nell’anno che verrà. Ciò è accaduto anche per il 2020: purtroppo è stato un anno dagli eventi inimmaginabili…

Spesso ricordo ai miei pazienti l’importanza e l’immenso valore  di vivere il momento, della capacità di immergersi nella quotidianità e di viverla fino in fondo senza remore, cercando sempre di “entrare” nelle situazioni, senza fare l’errore di rimandare a domani. Ho  ascoltato la difficoltà di tanti che provavano rimpianti per il passato e ansia per il futuro, con enorme difficoltà a godersi il presente, istante per istante.

La difficoltà di questi tempi, dove tutto corre troppo veloce, è proprio quella di vivere nel contesto che ci appartiene.

Ecco perché uno degli insegnamenti dell’anno che ci sta lasciando è quello di non rimandare ciò che possiamo vivere ora: la vita è piena di momenti inaspettati, e tutto può cambiare da un momento all’altro, incidendo sul nostro quotidiano per sempre.

Tornando con la mente all’anno che  sta terminando non riesco a dimenticare le numerose scene di dolore e di fatica che sono passate davanti agli occhi di tutti. Probabilmente vivremo ancora momenti di difficoltà, ma malgrado ciò mi sento di affermare che anche se il mondo attualmente sta vivendo una prova durissima, il futuro c’è, esiste e va atteso con speranza.

Il nuovo anno, malgrado le difficoltà che ci accompagneranno, può rivelarsi ricco di opportunità.

È grazie al cambiamento, infatti, che possiamo percorrere nuove strade. Anche se lo sentiamo ripetere spesso, dobbiamo imparare a percepire gli eventi come un’opportunità per una ulteriore crescita, mai come una sconfitta.

Il 20120 ci insegna più che mai che è necessario vivere nell’istante in cui ci troviamo, non un attimo dopo;  bisogna “allenarsi a vivere il tempo”, nella prospettiva del presente.

In passato uomini e donne sapevano come vivere il presente: oggi, probabilmente, la cosiddetta società del benessere ci ha dato l’illusione di dover spostare sempre in avanti il nostro tempo, con desideri e sogni da realizzare (troppo spesso abilmente indotti), privandoci così del momento che si “esprime”, nello specifico istante, piccolo e immenso contemporaneamente.

La nuova condizione di vita sperimentata in questi mesi ha indotto tutti noi a riflettere su quanto le nostre certezze siano fragili e spazzabili via con grande facilità. Un’esperienza che, seppur dolorosa, è servita a non dare tutto per scontato, e ci ha portato a conoscere e praticare diversi modi di vivere e di lavorare.

L’anno che verrà possiamo viverlo come un’opportunità, ripensando e ricostruendo una realtà più adatta all’uomo, realizzando così una trasformazione che comincia da noi stessi.

Nei mesi appena trascorsi ho appreso un grande insegnamento dai miei pazienti, gli stessi che ho spesso visto bloccati nel loro dolore, che hanno avuto perdite e lutti, che hanno vissuto l’esperienza di dover cambiare bruscamente la loro vita dopo una diagnosi di malattia cronica… Ebbene, credevo che in un anno così difficile, così povero di futuro, le loro vite già segnate scricchiolassero ancor di più, e invece con grande stupore ho rilevato in loro tanta determinazione, ho letto nei loro occhi una forte attenzione alla progettualità nel domani, ho riconosciuto in loro il coraggio di chi alla propria sofferenza sa di doverne aggiungere altra e, malgrado ciò, dimostra una grande resilienza.

Le persone che ascolto quotidianamente non hanno mai perso la speranza e hanno concentrato tutte le loro energie nel presente, come se la sofferenza avesse donato una capacità di adattamento non comune.

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