Un anno (e che anno!) online

Google racconta il 2020 attraverso un video che esplora le ricerche degli utenti

Di Doris Zaccaria – giornalista e formatrice

Per me è diventato un appuntamento fisso: a fine anno, mi piace guardare il video e le statistiche delle ricerche più frequenti pubblicate da Google.

L’iniziativa si chiama Year in Search e tutte le informazioni si possono trovare su Google Trends https://trends.google.com/trends/yis/2020/IT/

Per il 2020 era inevitabile che la parte del leone spettasse al Covid, ma il motore di ricerca ha scelto di concentrarsi su tema trasversale: la curiosità e il desiderio di conoscenza.

Chiederci il perché delle cose è un tratto umano distintivo: non ci accontentiamo di osservare il mondo, vogliamo anche capirlo. E in questo 2020 così particolare, anche le nostre domande sono cambiate e si sono adattate al contesto.

In Italia, i principali perché hanno riguardato il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, che si è svolto lo scorso settembre, ma anche il motivo per cui il Coronavirus si chiama così e, più prosaicamente, perché le scope stiano in piedi.

Year in Search classifica poi altre tipologie di ricerche che restituiscono uno spaccato sorprendentemente preciso dell’anno che volge al termine.

Alla voce “parole” troviamo sempre il Coronavirus, ma anche la DAD (Didattica a distanza) con Classroom e Weschool.

Alla voce “persone”, Alex Zanardi (vittima di un grave incidente), la cooperante Silvia Romano, gli sfidanti alle elezioni USA Trump e Biden e il Primo Ministro Conte.

C’è poi la sezione dedicata agli addii e qui il numero uno non poteva che essere Diego Maradona, mentre il grande compositore Ennio Morricone risulta soltanto quinto in classifica.

Rispetto al passato, assistiamo naturalmente a una crescita esponenziale delle attività domestiche. Gli italiani si sono convertiti in massa alla panificazione, ma anche alla produzione artigianale di mascherine antivirus e disinfettanti. Pure la coltivazione ha subito un’impennata: se vi interessa saperlo, le colture più ricercate sono state pomodori, fragole, patate, zucchine e melanzane.

Infine, noi donne ci siamo dovute improvvisare anche estetiste e parrucchiere: difatti fra i termini ricercati troviamo “maschera capelli”, “scrub”, “tinta capelli” e naturalmente “ceretta”.

In questo anno siamo cambiati noi, si è stravolto il nostro modo di vivere e di stare insieme. Di pari passo sono cambiate le nostre ricerche e la nostra dipendenza, anche emotiva, dalle informazioni trovate tramite internet. Si è parlato più che mai di infodemia, di eccessivo rumore di fondo, della necessità di scegliere poche fonti autorevoli per orientarsi e non lasciarsi prendere dalla confusione e dallo sconforto. Abbiamo cercato tanto, perché ci trovavamo in una situazione nuova e per molti versi spaventosa.

Finché non avremo tutte le risposte, continueremo a cercare: proprio questa è la frase scelta da Google per la chiusura del video.

Ma mi viene da pensare che a volte semplicemente le risposte non ci siano, per quanto insistenti e puntuali possano essere le nostre domande.

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