Parole buone per superare la crisi

 Lo psicoterapeuta Sergio Astori ci regala pagine dense che parlano di resilienza e di rinnovamento

Di Paola Emilia Cicerone – giornalista scientifica

Anche nei momenti più oscuri a volte ci sono piccoli segnali di speranza, come fiori che si fanno strada in un terreno arido o sotto la neve. E proprio i bucaneve sono l’immagine scelta per la copertina di questo volume che propone le sue “Parole Buone” come “Pillole di resilienza per superare la crisi”. Un tema caro all’autore Sergio Astori, psichiatra e psicoterapeuta, docente all’Università Cattolica di Milano, che alla Resilienza – la capacità di leggere dentro una crisi l’occasione di un rinnovamento – ha già dedicato un volume pubblicato da San Paolo nel 2017.  Questo “Parole Buone”  è qualcosa più di un libro, un progetto a più voci declinato su strumenti diversi, un sito www.parolebuone.org/  che offre un percorso  multimediale strutturato in modo da essere comprensibile al pubblico più ampio possibile grazie a  versioni del testo semplificato ETR, simboli della Comunicazione Aumentativa (CAA) e  video in lingua dei segni italiana (LIS). E poi c’è l’hashtag  #parolebuone”, un messaggio positivo che nei mesi scorsi è stato diffuso settimana dopo settimana attraverso i vari canali.

Nel volume si ritrovano le prime dodici parole, da “ scienza” a “visione”. Non ci sono concessioni alla banalità o al buonismo; l’autore è di origini bergamasche, e sa di che cosa parla quando racconta “i mesi in cui la misura dell’amore è stata davvero la distanza di almeno un metro. Parole “buone“ vuol dire qui parole efficaci, parole che aiutano a dare un orizzonte di senso a quanto accade. Come la scienza “che fa scomparire un’antica paura che abita nel profondo degli esseri umani, quella di non saper descrivere e circoscrivere i fenomeni“. Ci sono anche “saggezza” e “lode” – e si parla di chi si mette in gioco per gli altri, ma anche di chi trovandosi in difficoltà sa chiedere aiuto – “appuntamento”, “condivisione” e “trasformazione”, “la capacità di affrontare le novità in modo flessibile”. E poi avanti fino a “visione”, la capacità di avere un animo aperto anche di fronte alle evenienze meno probabili.

Sono pagine dense, che alternano aneddoti e ricordi personali, riflessioni sull’attualità e brani tratti da un blog di studenti che portano la  voce dei più giovani: emoziona leggere le parole di un diciottenne che ricorda Kant e riflette che “forse non dobbiamo uscire non perché se no ci multano, ma perché è la morale che ce lo suggerisce.”

 Così “Parole buone” riesce a lanciare un messaggio di speranza, la voglia di scrivere un finale diverso a questa brutta storia, sfruttando le risorse che ci siamo trovati in mano: “In noi” ricorda Astori, “l’intelligenza coniugata con la coscienza è una scintilla di infinito che può fare la differenza”.  E’ il messaggio di un credente, che può essere accolto anche da chi non crede. Purché si ricordi, “può fare”, non “fa”. Dipende da noi.

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