Il ruolo di padri e figli: un valore primordiale

Nel rapporto tra genitori e figli sussistono i presupposti fondamentali che influenzeranno l’organizzazione sociale

Di Giovanni  Paolo Magistri – biologo       

La riproduzione sessuata offre il vantaggio biologico di una maggior rimescolanza genetica, offrendo all’ambiente plurime proposte per la sopravvivenza della specie e, conseguentemente, una più ampia affermazione evolutiva della medesima.

Le cure parentali, ovvero le attenzioni dei genitori nei confronti della prole, sono tipiche degli animali superiori – in particolar modo dei vertebrati– anche se si possono annoverare cure parentali presenti negli invertebrati (quali gli insetti e le api, ad esempio).

Spesso avviene che, trascorso il periodo di tempo necessario per rendere la prole indipendente, il nucleo familiare si disgreghi, per poi riformarsi successivamente con partner differenti.

L’Homo è il più organizzato tra gli animali sociali ed ha ottenuto il suo vasto successo evolutivo primariamente grazie a una maggior attenzione per le cure parentali, spingendole verso forme culturali che non permangono unicamente legate all’acquisizione di comportamenti finalizzati prioritariamente alla sopravvivenza.

Il valore attribuibile a tale modello organizzativo è molto elevato: stabilire il rispetto di regole e i relativi limiti è compito dei genitori, costatarne la validità, trasgredirle, come spinta al miglioramento, dei figli.

Nel rapporto tra genitori e figli sussistono i presupposti fondamentali che influenzeranno l’organizzazione sociale e, più è presente omogeneità educativa e luoghi fisici di aggregazione per la condivisione delle regole, più salda sarà l’organizzazione sociale; motivo per cui la scuola, luogo fisico di condivisione dei valori acquisiti nel rapporto educativo genitore-figlio, non potrà mai essere sostituita globalmente con la didattica a distanza se tra i diversi obbiettivi della scuola permane quello di influenzare l’assetto sociale.

Se è vero, come sosteneva Nietzsche, che in fondo siamo un po’ tutti nichilisti, è altrettanto vero che il periodo adolescenziale evidenzia maggiormente quest’aspetto; avversione, apatia, non condivisione verso valori socialmente consolidati sono atteggiamenti riscontrabili in qualsivoglia nuova generazione e – errore spesso compiuto dai genitori- è quello di porsi nei confronti dei figli con un comportamento amicale, piuttosto che porsi come riferimento valoriale.

Nel 2007 il quotidiano inglese The Guardian considerò la spavalderia nichilista del punk una delle performance più devastanti; la citazione musicale “no future” del gruppo Sex Pistols, divenne il manifesto per un’intera generazione.

Non è facile recitare i due ruoli: sono in continua trasformazione riguardo il mutare del tessuto sociale, ma varrebbe la pena sottolineare come nel rapporto genitori e figli in primis esiste l’importanza reciproca del loro riconoscimento e successivamente il rispetto delle regole; modello interpretativo spesso dimenticato nella nostra società fortemente informatizzata.

Le memorie dei computer hanno raggiunto la capacità di archiviare una considerevole quantità di informazioni, tanto da ritenere che sia più importante esserne in possesso piuttosto che possedere un metodo per ricercarle.

Ancora una volta le modalità comportamentali primordiali finalizzate alla sopravvivenza indicano i più appropriati valori da attuarsi.

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