Microbiota intestinale e difese immunitarie

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Durante quest’anno, sempre più spesso abbiamo sentito parlare di sistema immunitario e dell’importanza di difenderlo dall’attacco di batteri e virus.

Dicevamo “siamo quello che mangiamo”; ora gli esperti ci suggeriscono di sostituire questa affermazione con quella più appropriata di  “siamo quello che assorbiamo”.

Il motivo è presto spiegato:  l’integrità della mucosa intestinale e del microbiota (bifidobatteri e lattobacilli in primis), tramite la produzione di acidi grassi a corta catena, come propionato e butirrato, contribuiscono alla riduzione dei livelli infiammatori sistemici e alla capacità dell’assimilazione dei nutrienti dagli alimenti.

Possiamo così riassumere:

Il nostro microbiota intestinale è ricco di microrganismi che, se in buona salute, può aiutare il nostro organismo sotto molti aspetti. Alcuni di questi riguardano le nostre difese immunitarie, e vanno dalla protezione contro i patogeni, al rinforzo della barriera intestinale, al supporto del sistema immunitario.

In particolare, un microbiota in equilibrio contribuisce alle nostre difese con meccanismi di:

  • Competizione verso microrganismi patogeni,

in quanto favorisce delle “condizioni ambientali” all’interno dell’intestino che ostacolano il proliferare di microrganismi potenzialmente dannosi per la nostra salute, poiché non troverebbero le condizioni adatte per un loro sviluppo.

Ad esempio, alcuni microrganismi sono in grado di influenzare il GALT – l’insieme delle cellule immunitarie associate alla parete intestinale – a contrastare maggiormente i patogeni presenti nell’intestino, per un’azione protettiva ancora più marcata.

  • Contributo al funzionamento delle cellule intestinali,

che deriva anche dalla capacità della nostra flora di fermentare le fibre che arrivano nell’intestino. Uno dei motivi per cui è importante consumare un quantitativo adeguato di fibre ogni giorno è, infatti, la loro capacità di raggiungere l’intestino senza essere state assimilate dai nostri enzimi digestivi e di venire trasformate dai nostri microrganismi intestinali in altri composti più semplici. Tra questi, particolarmente importanti quelli indicati con la sigla SCFA, acronimo inglese per “acidi grassi a corta catena”: uno di essi, l’acido butirrico, si è ad esempio rivelato un’importante fonte energetica per le nostre cellule intestinali, con un impatto determinante sul loro funzionamento.

Sembra inoltre in grado di stimolare nel nostro organismo la produzione di alcune particolari cellule, dette linfociti T regolatori, di grande importanza per la risposta immunitaria.

È utile ricordare quindi le principali fonti di fibre nella nostra alimentazione, che sono: frutta, verdura, legumi e cereali integrali – compresi naturalmente i loro derivati come pane e pasta ottenuti da farine integrali.

  • Mantenimento della barriera intestinale,

che agisce come uno scudo a livello delle pareti intestinali, e che può essere modulata dal microbiota o da sostanze da esso prodotte, con meccanismi a oggi non del tutto chiariti. Se queste pareti presentano delle brecce, è più probabile che qualche patogeno possa passare la barriera, con un possibile effetto negativo sul nostro organismo.

È quindi importante mantenere un microbiota in salute e in equilibrio!

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