Generazione F Si fa presto a dire arte…

Al Time Warner Center di New York accanto alla gigantesca statua in bronzo “Adamo” di Botero

Già, che cos’è l’arte? Ci hanno provato numerosi studiosi a mettere nero su bianco una definizione, ma la conclusione, a mio modesto parere, è che non può esserci una risposta univoca e universale. Infatti, bisogna considerare che esistono capacità di giudizio e di valutazione più che variabili da individuo a individuo, e soprattutto da epoca a epoca.

Chissà perché ancora oggi la maggioranza delle persone, davanti al termine “arte”, pensa immediatamente alla pittura e, di conseguenza, a quadri, gallerie e musei: al primo posto senz’altro il Louvre con la Gioconda di Leonardo da Vinci, che è ormai diventata un’icona declinata per ogni fine, pubblicità inclusa.

Ma le forme d’arte riconosciute ufficialmente sono ben sette, in tempi recenti diventate addirittura nove (vedi box).

Quindi, che cos’è l’arte? E come stabilire quando ci troviamo davanti a un’autentica opera d’arte? Credo abbia ragione chi afferma che l’arte è un linguaggio in grado di trasmettere emozioni, a prescindere dalle recensioni positive o dalle stroncature che un’opera riceve o riceverà in futuro.

Per carità, la figura del critico è importante e fondamentale per apprendere la storia, le tecniche, gli strumenti, il messaggio dell’artista …  Non a caso egli di solito analizza l’arte in un contesto estetico o di teoria della bellezza, ponendosi- fra i vari obiettivi-quello di ottenere delle basi razionali per la valutazione e l’apprezzamento dell’arte stessa. La quale, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana, svolta singolarmente o collettivamente, che porta a forme di creatività e di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate o acquisite e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza.

Ma alla fine della fiera, ciò che ci fa emozionare e scuotere e vibrare è cosa tutta nostra e intima, che spesso non riusciamo a spiegare bene neppure a noi stessi. A me capita soprattutto col cinema, “la settima arte”. Sarebbe semplicistico ridurre ciò che provo ad una sorta di partecipazione o di apprezzamento di una pellicola. No, è qualcosa che va molto più in là e molto più in profondo al tempo stesso. Ogni volta che uscivo dal cinema President (i cinefili milanesi ricordano lo stupore nell’accomodarsi in poltrone distanziate come mai prima d’allora), rileggevo la grande scritta che campeggiava all’ingresso e sulla quale, scendendo le scale, si era obbligati a posare lo sguardo. Era riportata una frase di Wim Wenders: “I grandi film cominciano quando usciamo dal cinema”. Quanto è vero e quanto spesso l’ho verificato!

Locandina de “Il settimo sigillo”, capolavoro del regista Ingmar Bergman

In questo numero i collaboratori hanno scritto articoli molto profondi e interessanti, sia pur con la leggerezza che rappresenta la spina dorsale del nostro magazine. Li ringrazio tutti, uno per uno, per le considerazioni espresse. E che dire dell’illustrazione finale di Attilio Ortolani, alias Attor? Sembra un disegno commissionato apposta per l’argomento di cui trattiamo in queste pagine, e invece è l’ennesimo regalo che, ovunque egli si trovi, ci ha voluto fare tramite la generosità di Katja che ci ha messo a disposizione i disegni del suo papà. Un artista, per l’appunto.

E per tornare su che cosa è “l’arte per ognuno di noi”, desidero qui inserire la foto dell’illustrazione di Lupo Alberto, ad opera dell’amico Guido Silvestri, in arte Silver, che ho casualmente incontrato una settimana fa e che, con un semplice disegno, mi ha riportato indietro di parecchi anni, dando la stura a innumerevoli ricordi e soprattutto emozioni. Come nessun discorso che cominciasse con “ti ricordi?” avrebbe mai potuto fare. E questa è semplicemente arte, frutto del genio di un artista.

Lupo Alberto nel disegno con dedica. Da Silver, alias Guido Silvestri

E, per finire, la famosa frase ….”ma questo lo sapevo fare anch’io” che nessuno osi pronunciare  quando si trova vicino ad una persona che si emoziona davanti all’arte. Ogni tipo d’arte, come ci spiega nel suo pezzo Paola Emilia Cicerone.

In fondo, qualsiasi cosa vivente – si legga la rubrica ”Incipit” di Giovanni Paolo Magistri- può essere considerata arte. Ricordiamocelo, per favore, in attesa di tornare sul tema.  

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Ma quante sono le arti?

Il poeta italiano Ricciotto Canudo nel 1923 comprese tutte le forme artistiche in “sette arti” (poi passate a nove con le aggiunte negli anni sessanta operate dal critico francese Claude Beylie), posizionando appunto il cinema al settimo posto, perché cronologicamente nata dopo le precedenti sei e prima delle ultime due. Ecco quindi racchiuse tutte le arti presenti nel mondo:

1)Architettura
2)Pittura
3)Scultura
4)Musica
5)Poesia
6)Danza
7)Cinema
8)Radio-televisione
9)Fumetto

Secondo gli studiosi attuali, però, tale lista è decisamente incompleta, poiché esclude non poche forme artistiche e non tiene conto dell’evoluzione che lo stesso concetto di arte ha avuto nel tempo. Le forme d’arte andrebbero quindi così suddivise:

Arti visive:
Arti figurative o Belle Arti:
Pittura (inclusi il disegno, l’incisione e la grafica digitale)
Scultura (inclusi l’oreficeria, l’arte tessile, l’arazzo e l’origami)
Architettura
Fotografia
Scrittura (forma di letteratura)
Fumetto
Arti uditive
Musica
Lettura (forma di letteratura)
Arti audiovisive
Teatro
Cinematografia
Danza.

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