Qualità & cortesia a Saluzzo & Treviso

Appunti di viaggio nell’Italia che ci piace

gli Erranti

Nel nostro errare estivo abbiamo visitato due piccoli centri in due regioni diverse fra loro, in cui abbiamo avuto il piacere di incontrare le migliori doti di noi italiani: qualità e cortesia. Troppo spesso, ahimè, ce ne dimentichiamo, e per questo ci sembra giusto rendervene partecipi.

 Il nostro viaggio parte da Saluzzo, in provincia di Cuneo, uno dei borghi medievali meglio conservati del Piemonte: il piccolo centro collinare è stato per oltre quattro secoli – dal 1142 al 1548 – capitale del marchesato cui ha imposto il nome. Ha raggiunto il suo massimo splendore nel XV secolo con la guida di Ludovico I e Ludovico II, poi la città ha perso d’importanza, fino a essere annessa brevemente alla Francia e poi, dal 1601, ai domini di casa Savoia.

Oggi Saluzzo fa parte del Parco del Monviso, un sistema di aree protette collegato alla Francia che costituisce la prima riserva transfrontaliera del nostro Paese. L’ampio centro storico conserva l’impronta trecentesca, fatta di piccole vie acciottolate, chiese ed eleganti palazzi nobiliari con i loro giardini. Ed è qui che sorge l’antico convento di San Giovanni, convertito in hotel  (www.sangiovanniresort.it ) dopo un valido recupero che ha permesso di ricavare confortevoli camere nelle celle dei frati cistercensi. Ci piace citarlo perché qui abbiamo trovato la qualità nel confort delle camere affrescate, negli arredi, nelle golosità offerte dalla cucina e da una notevole cantina. Ma soprattutto un’impagabile cortesia che ci ha permesso di sentirci coccolati da tutti quanti lavorano nella struttura, dall’addetto all’accoglienza al personale del ristorante, con un ringraziamento particolar al signor Alberto per la gradevolissima prima colazione allestita nel chiostro.

Spostiamoci di qualche centinaio di chilometri per trovare un’atmosfera diversa, ma affine per garbo ed eleganza, nella città veneta di Treviso, o Trevixo come la chiamano i suoi abitanti. Un piccolo gioiello che tutto il mondo ha conosciuto e ammirato grazie al film di Pietro Germi Signore e Signori. La fioritura di Treviso comincia in epoca longobarda, e prosegue quando la città diventa il primo possedimento sulla terraferma della Serenissima, cui tra vicende alterne rimarrà legata fino all’annessione al Regno d’Italia. Treviso oggi è capoluogo di provincia, ricorda in piccolo Venezia con i suoi canali e i palazzi patrizi, ed è abbastanza vicina alla città lagunare da giustificare una deviazione per gustarne l’atmosfera e i ritmi meno convulsi che in qualche modo rievocano la Venezia di qualche decennio fa, prima dell’invasione turistica. Ma sarebbe ingiusto non riconoscere un suo valore autonomo a questo piccolo gioiello immerso nei vigneti della bassa pianura veneta – non dimentichiamo che Treviso è la capitale del prosecco – e contornato da fontanassi, caratteristiche polle sorgive tipiche della zona, oggi in gran parte incluse nel Parco Naturale del fiume Sile. Proprio per la bellezza dei suoi palazzi dalle caratteristiche facciate affrescate Treviso fu ribattezzata urbis picta, e lo stile di vita trevigiano diventò sinonimo di vita gaudente portando con sé l’attitudine al bello e alla cortesia. Una cortesia che abbiamo avuto il piacere di ritrovare presso il ristorantino Sant’Agostino (https://www.facebook.com/pizzeriaristorantinoSantAgostino/). E’ quello che succede quando arrivi fuori tempo massimo, e invece di trovarti un muso duro che ti allontana con un brusco “stiamo chiudendo!” si è accolti con un ”accomodatevi”, per poi soffermarsi con noi alla fine del pasto indicando i luoghi da visitare, le vie, le piazze, le caratteristiche della citta meglio di una guida turistica.

La statua della Sirenetta a Treviso, sull’isola di Pescheria

Così, dopo aver vagabondato in citta, essere passati sopra l’Isola della Pescheria (l’isolotto fluviale dove da metà ‘800 si tiene il mercato del pesce e dove si trova la statua della Sirenetta che emerge dalle acque del Sile) e sorseggiato un ottimo spritz come aperitivo al tavolino di uno dei caffè che animano le piazze cittadine, non resta che ritornare sui propri passi e accomodarsi al ristorantino per gustare un buon fritto di pesce e una bottiglia di prosecco.  Sono queste le cose che piacciono a noi Erranti, vagabondi alla ricerca delle cose belle dell’Italia.

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