Le donne non seguano una irraggiungibile perfezione, ma puntino alla bellezza naturale

Proteggere, nutrire, rinnovare, rigenerare. Questa la formula “magica” per avere un viso unico, che trasmetta emozioni

Professor Antonino Di Pietro – dermatologo plastico

 http://www.dermoclinico.com

In questo numero del magazine dove la donna è protagonista, forse nessuno ne sa parlare- perché la sa apprezzare sul serio- come il professor Antonino di Pietro.

Inaugurammo la sua prestigiosa collaborazione con GenerazioneOver60 proprio con una pagina in cui spiegava che cos’è la bellezza naturale.

Qui riportiamo un ricordo personale dell’esperto, da lui citato spesso, che –ancora una volta- ci esorta a non rincorrere il mito, falso, della perfezione.

La perfezione è sempre sinonimo di bellezza? E la bellezza cos’è? Ricordo qualche anno fa – a un congresso di medicina estetica – la relazione di un medico che sosteneva animatamente come un viso, per essere bello, dovesse essere perfettamente simmetrico. Il relatore consumò molto del suo tempo a elencare quanti centimetri dovessero esserci tra la punta del naso e l’orecchio, tra l’occhio e il mento ecc. Terminò mostrando facce perfette, frutto di elaborazioni digitali, apparentemente belle ma irreali, facce da alieni senza una piega e con lo sguardo fisso.

La modella Isabella Hadid per i canoni della scienza rappresenterebbe la perfezione della bellezza

Ricordo che, al termine di quella relazione, presi la parola e spiegai il mio disappunto. «Un viso troppo perfetto, con tutte le misure ai posti giusti», sostenni, «è freddo, algido, non scatena amore e non crea attrazione fisica. Io non riuscirei a innamorarmi perdutamente di una statua greca pur ammirandone la perfezione, le forme e le simmetrie, non sarei mai tentato di baciarla o abbracciarla.

Una statua greca

Io credo che la bellezza di un uomo o di una donna sia l’emozione che trasmettono le imperfezioni, quei difetti non prevedibili che scopri osservando e riosservando il suo viso. Difetti che ci rendono unici, simpatici o antipatici e che alla fine ti fanno piacere a chi ti sceglie e decide di amarti per come sei. È giusto (anzi è un dovere) darsi da fare per mantenersi in forma e offrire il meglio di sé anche dal punto di vista estetico, ma un buon medico deve puntare sull’armonia e la naturalezza, senza forzature estreme, senza trasformare o modificare i lineamenti e l’espressione».

Proteggere, nutrire, rinnovare, rigenerare

Quando finii di parlare ci fu un attimo di silenzio ma, subito dopo, l’applauso di molti colleghi mi fece capire che potevano esserci ancora buone possibilità per salvare la «bellezza autentica»!

Mostrare la propria carta d’identità non deve essere un tabù!

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