La collina dei balabiott: da villa Simonetta a Monte Verità

Nel Canton Ticino, ad Ascona, dove dal 1869 prese piede una comunità di idealisti che vedevano nella nudità un’opportunità per vivere in modo più naturale

 Gli Erranti

La nostra curiosità di viaggiatori questa volta è stata attirata dai balabiott: con questo termine si designavano a Milano persone che, ballando nude, erano considerate di scarsa integrità morale.

A Milano esisteva una “Villa dei balabiott”: si tratta di villa Simonetta, oggi sede della Civica Scuola di Musica in via Stilicone. Il soprannome è nato agli inizi del diciannovesimo secolo, quando la splendida villa patrizia rinascimentale, che all’epoca si trovava fuori città, era frequentata da una compagnia di giovani nobili che vi tenevano feste piuttosto sfrenate.

La comunità di Monte Verità si impegnava anche per l’emancipazione della donna

Ma il nostro itinerario ci porta più lontano, in Canton Ticino e precisamente ad Ascona sul monte Verità, dove dal 1869 si sviluppa una comunità di utopisti e idealisti alla ricerca di uno stile di vita meno artificioso di quello imposto dalla società dell’epoca, che vedevano la nudità come un’opportunità per vivere in modo più sano e naturale: un’esperienza che può ricordare in qualche modo il movimento hippy degli anni ‘60 del secolo scorso. Tra i fondatori della comunità ricordiamo l’imprenditore olandese Henri Oedenkoven, la sua compagna Ida Hofmann, il teosofo Alfredo Pioda e altri: furono loro a ribattezzare Monte Verità il Monte Monesca, che per decenni attirò l’attenzione di personaggi famosi come l’anarchico Michail Bakunin, la baronessa Antonietta di Saint-Leiger e poi Carl Gustav Jung, Isadora Duncan, Paul Klee lo scrittore Herman Hesse e molti altri. Una comunità eterogenea di persone accomunate da aspirazioni e ideali utopisti, vegetariani, naturisti, teosofici, anarchici, che guardavano con sospetto alla modernità ma al tempo stesso si impegnavano per l’emancipazione della donna, oltre che per la promozione delle arti e di ogni possibile strumento utile a coltivare la mente e lo spirito.

Gli abitanti della comunità conducevano uno stile di vita bohémienne che non mancò di influenzare gli abitanti del borgo e delle valli del Locarnese: vivevano in completa libertà facendo bagni di sole o coltivando la terra in tenuta adamitica, agevolati dal clima mite del lago, e si alimentavano con i prodotti degli orti o dei greggi di capre. Oltre ad avere l’abitudine di danzare nudi, cosa che indusse gli abitanti del luogo, perplessi dal comportamento di questi ospiti bizzarri, a soprannominare il luogo che li ospitava La collina dei balabiott.

I “balabiott”, ovvero le persone che ballavano in vestito adamitico

Lo stile di vita degli abitanti di Monte Verità richiedeva abitazioni spartane, semplici chalet in legno con molta luce, aria e scarse comodità

Dall’inizio del 1900 furono costruiti numerosi edifici, alcuni dei quali oggi fanno parte del percorso museale che permette di rivivere lo spirito di quella esperienza: Casa Selma, Casa Aida poi demolita nel corso degli anni, la Casa del tè, ristrutturata nel 2006, dove ora si può sorseggiare questa bevanda ammirando la vista sul lago e sulla piccola coltivazione di tè resa possibile dal clima lacustre.

 Lì vicino si trova la Casa dei russi, che fu rifugio di alcuni studenti russi dopo la rivoluzione del 1905, mentre la Casa Centrale, un edificio pieno di luce destinato all’intera comunità, con finestre e balconi decorati con il simbolo “yin-yang”, fu demolita nel 1948 e attualmente ne rimane soltanto la rampa arrotondata delle scale. 

Con gli anni la comunità originaria si è trasformata in un  centro alberghiero e seminariale e  successivamente in un Centro congressuale e culturale gestito dall’omonima Fondazione  (www.monteverita.org/ ). Oggi gli edifici originari fanno parte del complesso museale dove si organizzano esposizioni, incontri e visite guidate. Da visitare anche il museo casa Anatta dove la collezione permanente ospita opere dei molti artisti che nel corso degli anni hanno soggiornato a Monte Verità. La struttura dispone di un complesso alberghiero articolato in diverse strutture d’epoca situate all’interno del parco, tra cui l’albergo storico Bauhaus, e la Villa Semiramis in stile Art Nouveau: molte camere offrono una meravigliosa vista sul lago e sulle Isole di Brissago, all’epoca residenza della baronessa di Saint-Leiger che ha realizzato qui un giardino botanico ancora oggi visitabile.

Villa Semiramis

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