La vita con la buccia

Perché si dice “scritto ad arte”? Ecco un articolo che ben spiega questa espressione

Di Andrea Tomasini – giornalista scientifico

Foto di Francesco Bellesia

Sussurrato inconsapevolmente, affiora alla bocca tutto d’un fiato. Ma ci pensi che intensità emotiva, che mondo, che quotidiano, che storia …

Cucinare, accudire, spesa, apparecchiare, sparecchiare, piatti, stendere, osservare, pensare cosa fare, misurare con l’orologio, scandire i tempi.

Non dormire pena il timore del sonno, crollare dal sonno quando a volte non è il momento.

Il buio della notte. La necessità della luce accesa.

Collegarsi al web, vedersi da lontano, interagire a prescindere dal luogo, progettare. Leggere, studiare, sbobinare, sottolineare, appuntare, scrivere sul quaderno e sul taccuino e anche al pc, disattendere, divagare, desiderare.

Bere vino -anche- perché serve, è rosso come il sangue della terra e ha una storia biologica e biografica, locale e fisica. Serve a radicarsi e a celebrare.

Immaginare, sognare, sperare, accendere e attizzare il fuoco, mentre un altro si affievolisce -lo vedi e te ne rendi conto. Occorre dosare legna, spazio, aria. Usare pinze, attizzatoio, ago, flebo, deflussore, qualche compressa, i colliri. Pentole, forno, coltello, tagliere. Coperchio. Frullatore ad immersione. Cucchiaio.

Poi ci sono i tentativi, gli insuccessi e i fallimenti, il burro d’arachide -superfood mai comprato prima-, la crema -alleata di ogni volta- i legumi che ci son sempre piaciuti e poi il pesce. Da ultimo anche certi integratori “iper”  (di calorie, di proteine) con l’ottovolante emotivo dell’addensante. La quantità e qualche successo che sembra un sogno che si realizza e l’espressione sui nostri volti che cambia –si vede e si sente quanto.

Fuori, faticose, là stanno le lontananze fisiche che sono prossimità del cuore.

Dentro, intensi, abitano qui i sorrisi, le carezze, i litigi, le discussioni, i ricordi, i rinfacci, gli errori, le cose belle e anche -inevitabilmente- le cose brutte.

Comunque sono le tante parole tra noi che siamo restati in due – un malloppo.

Raccolgo tutto. Anche la sua storia di vita… Dal 1 gennaio un anno concluso in più.

Speranza e fragilità – la vita con la buccia.

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