Quel ramo del lago di Como dove crescono l’ulivo e la vite

Una gita sul lago di Como, che ci ha portato alla scoperta di più realtà locali che regalano ottimo olio extravergine e produzione di speciali vini (bianchi ma non solo)

Gli Erranti

Il Lago di Como è una tra le mete che più amiamo, anche se preferiamo chiamarlo con l’antico nome di Lario, che risale a epoca promana.  Solo nel Medioevo, infatti, il lago prese il nome di Lacus Comacinus o Comacenus, per arrivare poi alla denominazione attuale. Oltre ad essere il più profondo d’Italia il lago è ricco di storia e di sorprese. Le tappe che abbiamo questa volta per voi riguardano in particolare la coltivazione dell’ulivo, che assicura la produzione di un ottimo olio extra vergine, e della vite che ci regala vini bianchi freschi e fruttati, ma anche alcuni notevoli vini rossi.

Per quanto riguarda l’olio vi proponiamo tre piccole realtà della sponda lecchese: cominciamo da un ristorante, l’Hosteria del Platano https://hosteria-del-platano.business.site/ ) a Fiumelatte,  un piccolo borgo nei pressi di Varenna che prende il nome dal fiume annoverato tra i più corti d’Italia: solo   250 metri dal  punto di uscita dalla montagna all’entrata nel lago. In questo ristorante di proprietà di Norma Cavalli troverete nel menù la possibilità di assaggiare pane e olio evo di produzione propria, e alla fine vi porterete a casa la piccola bottiglia di olio evo.  Da non perdere anche la prodizione dell’azienda agricola Festorazzi a Perlego: Fabio Festorazzi  ( http://www.facebook.com/Azienda-agricola-Festorazzi-Fabio-769216109762089 ) coltiva i suoi ulivi su terreno calcareo terrazzato a 400 metri di altitudine producendo con olive frantoio, lecchino e pendolino un olio evo a denominazione d’origine protetta, che nel 2019 è stato premiato da Slow Food. Prima di ripartire vale la pena di raggiungere Biosio, la frazione di Bellano dove si trova l’azienda agricola Poppo che ospita, oltre a un agriturismo, il frantoio della comunità montana www.latteriavaltellina.it/cooperativa/progetto-km-0/aziende/azienda-agricola-poppo .  E se fosse arrivato il momento di una sosta, poco fuori dal borgo si trova il caratteristico Crotto di Biosio  che permette di degustare le specialità locali ammirando un bellissimo panorama del lago (www.biosio.it/crotto/ ).

→ Per il nostro itinerario enologico abbiamo scelto invece tre produttori dell’alto lago. In località Gaggio di Domaso si trova l’azienda agricola Sorsasso, gestita con passione da Roberta Beltracchini e Daniele Travi. www.sorsasso.com/index.html . E’ dalla fine degli anni ’90 che i due produttori lavorano per riproporre un vitigno autoctono, il Verdese, già conosciuto e apprezzato da Plinio il Vecchio: dall’abbinamento con il Sauvignon e con una piccola percentuale di Trebbiano nasce il Domasino bianco, un vino fresco e aromatico. Ma l’azienda produce anche vini rossi, spumanti e grappe, oltre a disporre di un agriturismo per chi volesse soggiornarvi.

Un‘altra tappa interessante è la tenuta Montecchio a Colico www.tenutamontecchio.com/  ai piedi dell’omonimo forte, Montecchio Nord. Si tratta della fortezza della prima guerra mondiale meglio conservata in Europa, che offre l’opportunità per ammirare il panorama ma anche per riflettere sull’inutilità della guerra, visto che i cannoni di questa fortezza hanno sparato un solo colpo senza andare a segno… Meglio dunque tornare alla cantina, dove si producono il Rosso del Forte, un Merlot, e il Merlot barricato Tana di Volpe, oltre a uno Chardonnay barricato con sentore di frutta matura e note floreali.

La nostra ultima tappa è la Cantina Angelinetta  www.cantineangelinetta.com/ in località Pozzolo a Domaso, nata nel 2008 dalla volontà dei giovani Emanuele ed Eleonora Angelinetta di trasformare una produzione familiare ereditata dal passato in una piccola realtà enologica professionale. La cantina e lo spazio vendita con degustazione si trovano in posizione panoramica all’interno della proprietà del professor Leo Miglio, figlio del politologo Gianfranco Miglio: qui si possono degustare il Pietrerose, un rosso composto di Merlot surmaturo e Marzemino, La moglie del re, 100% Verdese e altri vini a base di Schiava, Sauvignon, Riesling renano.

 E anche per questo mese il nostro itinerario si è concluso: a chi ci segue, auguriamo buon viaggio e buona degustazione. E buon anno!

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