L’”acqua pizzichina”

La parola Idrolitina ci riporta ad estati lontane e abitudini sconosciute ai meno Over

Di Paola Emilia Cicerone – giornalista scientifica

Ci sono dei momenti in cui ci si rende conto che il tempo passa, e che il mondo in cui siamo cresciuti sta scomparendo. A me è successo l’altro giorno al supermercato, quando mi sono resa conto che l’Idrolitina, acquisto abituale nei mesi estivi per avere qualcosa da bere senza caricarmi di bottiglie di minerale, era sparita dallo scaffale da un po’ di tempo: ho chiesto a uno degli addetti, e la risposta è stata “ Non la teniamo più”. COME, non la tenete? L’”acqua pizzichina” non può sparire, fa parte dell’estate, come il cocomero, i ghiaccioli e le zanzare.

Mezzo secolo fa l’Idrolitina era confezionata in due bustine, che mescolate insieme producevano la desiderata frizzantezza. L’abilità stava nel tappare la bottiglia (in genere una classica bottiglia col gommino sul tappo di ceramica) prima di far traboccare acqua e bollicine sul tavolo, con grande divertimento degli astanti. Ma di che cosa si tratta esattamente? Quelle che una volta si chiamavano genericamente “acque di Viscì”, in omaggio al centro termale francese, nascono come un’alternativa economica alle acque curative che all’epoca godevano di grande successo, offrendo a poco prezzo un prodotto a metà tra bibita e medicina, di cui si vantavano le qualità digestive e diuretiche.

Idrolitina: un nome che fa riaffiorare ricordi di abitudini d’altri tempi

La prima e probabilmente la più famosa tra le polveri per acqua da bere è stata proprio l’Idrolitina, che nasce a Bologna ai primi del ‘900 nello stabilimento del cavalier Arturo Gazzoni: si tratta di una miscela di bicarbonato, acido malico e acido tartarico, che sciolti nel liquido sviluppano anidride carbonica rendendo effervescente l’acqua, cui danno anche un caratteristico gusto salino. La bevanda – il nome è composto di due parole greche, “idro” (acqua) e “lito” (pietra), come a dire “la polvere che si scioglie nell’acqua”- ebbe successo grazie anche a una filastrocca stampata sulla confezione, che la mia generazione ricorda a memoria: «Diceva l’oste al vino “tu mi diventi vecchio, ti voglio maritare con l’acqua del mio secchio”; rispose il vino all’oste “fai le pubblicazioni, sposo l’Idrolitina del cavalier Gazzoni!”». Segno che all’epoca, probabilmente, l’Idrolitina serviva soprattutto ad allungare il vino, una tradizione che oggi ci fa sorridere, anche se, in effetti, è la ricetta alla base del popolarissimo Spritz.

 In ogni caso, la ditta Gazzoni ottenne di diventare fornitrice di Idrolitina per il Palazzo Apostolico, e poi per la Real Casa, due riconoscimenti che sono rimasti a lungo sulla confezione di sapore vecchiotto. Il successo della storica polverina è continuato fino agli anni ‘60/’70: nel frattempo erano nate diverse concorrenti, alcune con formulazioni leggermente diverse come Frizzina, la prima a proporre la bustina unica, la Cristallina Ferrero o la Idriz Carlo Erba (E qui lo slogan di Carosello recitava “ Acqua in bocca, ma che sia acqua preparata con le polveri Idriz”). Prodotti molto apprezzati in anni in cui l’acqua minerale era piuttosto costosa e venduta in pesanti bottiglie di vetro “a rendere”.

La pubblicità con cui Idrolitina evidenziava di essere fornitrice dei Palazzi Apostolici

Un successo progressivamente cancellato proprio dalla disponibilità di acqua minerale a buon prezzo e in più maneggevoli bottiglie di plastica oltre che, in tempi più recenti, dagli apparecchi per produrre acqua gasata in casa. Anche se nessuna acqua minerale è in grado di riprodurre il gusto caratteristico dell’“acqua pizzichina”, specialmente nelle versioni più tradizionali.

Il che non significa che l’Idrolitina e le altre polveri per acqua frizzante siano scomparse: una ricerca su internet mi conferma che si possono comprare on line su Amazon, segno che i prodotti si sono adeguati ai tempi. Anche la confezione dell’Idrolitina è cambiata poco, anche se oggi non appartiene più al Cavalier Gazzoni ma alla Ristora, che produce anche Frizzina. Ma è soprattutto l’Idrolitina a restare nella memoria e nel cuore, come protagonista di storici Caroselli e di citazioni letterarie musicali autorevoli -la nomina Battiato in Zone depresse del 1983 (www.youtube.com/watch?v=QuLc-LWCylc) e ne parla Francesco Guccini nel Nuovo Dizionario delle cose perdute (Mondadori 2014), oltre ad avere una pagina Facebook dedicata. E forse oggi che si presta maggiore attenzione ai rifiuti e ai consumi energetici, sarebbe il caso di recuperare le storiche bustine…

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